1) Come mai Poste Vita sul c.d. problema delle polizze dormienti è la compagnia assicurativa più coinvolta?
1) Non abbiamo la certezza di essere la compagnia più coinvolta, ma per colloqui con colleghi e per la mia conoscenza del mercato, direi proprio di si. Ovviamente questo è da mettere in relazione diretta al fatto che noi siamo da diversi anni la compagnia più grande del mercato in termini di nuovi contratti prodotti e che all’incirca abbiamo circa 4 milioni di contratti vita in portafoglio, mentre la concorrenza più vicina nella graduatoria nazionale non raggiunge questi numeri. Per darle un’idea di queste misure di grandezza, tenga presente che l’altra compagnia, il cui caso in questa vicenda veniva sempre citato insieme a quello di Postevita, ha un portafoglio che non supera il 35% del nostro. Tenga poi anche conto che il problema si è sostanzialmente verificato con i prodotti assicurativi finanziari di tipo linked, i soli che si prestavano (purtroppo, ndr), a giudizi di convenienza (!!!) sull’opportunità o meno di scegliere il momento migliore per uscire dal contratto (!!!), ignorando che qualsiasi contratto assicurativo legato alla vita umana “cessa di esistere” al verificarsi del sinistro.
1b) Per essere precisi secondo i dati resi noti nei giorni scorsi dall’Ania siete il sesto gruppo assicurativo italiano conferma questo dato?
Si, è così. Il dato si riferisce pero sia al mercato vita, sia al mercato danni e tenga inoltre presente che quando si parla di Gruppi, ci si riferisce all’insieme delle compagnie che li compongono (tanto per darle un’idea il primo gruppo assicurativo è composto da 11 compagnie). Parlando di singola compagnia e del solo ramo vita Postevita è stata la seconda compagnia nel 2006, la prima nel 2007, la prima nel 2008 e la seconda nel 2009, superata solo da Mediolanum che, come dichiarano nella loro pubblicità e sul loro sito, raccolgono moltissimi nuovi premi spostando su contratti vita tutti i depositi bancari che eccedono le 12.000 €. Parlando di raccolta “normale” (cosiddetta “stand alone”, cioè non vendita “abbinata” di prodotti assicurativi e servizi finanziari) Postevita anche nel 2009 è dunque ancora largamente la prima compagnia vita in Italia.
2) Come mai offrite alla vostra clientela generalmente abituata ad investire in tranquilli libretti postali e buoni fruttiferi postali delle polizze index linked?
2) Postevita è nata 10 anni addietro e soprattutto nei primi anni di vita, fino al ‘03, ha venduto più o meno quello che offrivano tutte le compagnie, soprattutto quelle di tipo bancassurance, ovviamente nel rispetto delle regole allora vigenti. Contrariamente ai mix di raccolta degli altri, Postevita ha, però subito dopo la fase di avvio, dal 2004 in poi, immediatamente cambiato rotta cominciando a basare la propria offerta su prodotti “tradizionali” garantiti al 100% dalla compagnia, distinguendosi come compagnia assicurativa al 100% e non come un compagnia che vende “anche” i prodotti assicurativi. Non lo sa forse nessuno ma Postevita è la compagnia che in Italia vende più di tutti il prodotto “caso morte”, più delle compagnie a storica vocazione assicurativa, (n.b. il prodotto è venduto “stand alone” e non nascosto in contratti di natura finanziaria, ndr). E non sa nessuno che il 43% della raccolta dei piani previdenziali (PIP) venduti in Italia sono appunto distribuiti da Postevita (dato a tutto marzo 2010) . TCM e PIP connotano quindi la compagnia come compagnia a vocazione assicurativa che vende assicurazioni e non finanza. E’ vero, abbiamo ripreso a vendere nel corso del 2009 anche i prodotti di tipo index linked dopo la bufera economica mondiale. Ma anche qui Postevita segue oggi una strada di sicurezza: tutte le polizze index che collochiamo sono garantite al 100% dalla Compagnia, e siamo stai i primi in Italia a farlo. Gli altri, piano piano, ci stanno seguendo; qualsiasi cosa succeda ai mercati finanziari di tutto il mondo i clienti che sottoscrivono una index linked con Postevita non rischiano nulla: la “promessa” scritta in polizza viene integralmente garantita dalla compagnia (confronti quello che le scrivo con i fascicoli informativi delle index lanciate a partire dallo scorso anno). In questa logica di difesa totale del risparmio delle persone, anche la vendita delle index può avere un senso. Una parte dei risparmi può essere allocata su prodotti tradizionali che si prestano ad essere smobilizzati quando il cliente vuole (le nostre polizze non hanno nemmeno 1 euro di penalilzzazione in caso di uscita anticipata) ed una parte, si può mettere sul prodotto linked, sperando nel mercato. Male che va, anche questa parte non rischia nulla ed ha comunque garantito, a scadenza, sia il capitale sia un rendimento minimo. Ovviamente i nostri clienti sanno che contrariamente a quello tradizionale il prodotto index linked deve essere sottoscritto solo con l’idea di aspettare la scadenza ed è anche per questo motivo che dopo tutto l’iter delle valutazioni pre-contrattuali (verifica dell’adeguatezza dell’acquisto) il processo di vendita si blocca se il cliente dichiara un orizzonte di investimento inferiore alla durata della polizza.
2bis) Garantite il capitale a scadenza al 100% però su alcuni contratti index il capitale non è garantito al 100% per la premorienza e per quest’aspetto che alcuni beneficiari affermano che dagli impiegati postali sono stati consigliati a rimanere nell’investimento fino alla scadenza, tanto la prescrizione è decennale, per non subire perdite in conto capitale. Smobilitare polizze index anzitempo a volte provoca perdite considerevoli in conto capitale ed a molti clienti si è fatto il passaggio tra i tranquilli buoni fruttiferi postali a polizze index non trova un pò ardito questo tipo di allocazione del risparmio? Verificate mai a campione se il cliente conferma le risposte date ai questionari di adeguatezza?
Come le dicevo, tutti i contratti index che abbiamo lanciato a partire dallo scorso anno garantiscono il 100% del capitale a scadenza ed il 100% del capitale in caso di morte ed anche lo smobilizzo in anticipo non è più così penalizzante come un tempo, come indicato nelle modalità di riscatto dei prodotti che stiamo vendendo. Rimane ovviamente prioritario quello che ho scritto nell’ultima parte della risposta precedente. Se non si ha la certezza, almeno a priori, che questi soldi possono essere tenuti nel prodotto per l’intera durata contrattuale non si debbono comprare e noi, se il cliente ce lo dice, non li vendiamo.
Concordo con lei che nel passato quello che scrive nella domanda è stato, solo parzialmente però, il motivo di molte mancate comunicazioni di decesso: purtroppo si era portatati a scegliere il momento opportuno per comunicarlo all’azienda. Dico “parzialmente”, perchè si deve tenere presente che tutte le polizze avevano comunque una integrazione di 5.000 € in caso morte, e dunque per premi medi inferiori a 12.000 € (quello delle polizze in oggetto era circa la metà) si aveva sempre la certezza di restituzione del capitale versato. Comunque, ripeto, quando si verifica il decesso la polizza cessa di esistere e quindi la pratica di non dichiararlo era, ed è, una pratica scorretta.
3) Uno dei motivi che i beneficiari di polizze prescritte è di riferire che gli impiegati postali ai quali si sono rivolti per comunicare la morte dell’assicurato hanno sempre consigliato di tenere in vita la polizza sino alla scadenza naturale del contratto?
3) Su questo tema ho già risposto al punto 1. Quando la compagnia ha notizia del decesso la polizza finisce immediatamente. Ciò premesso non escludo che colloqui in buona fede reciproca tra clienti ed operatori (che in molte piazze sono anche “conoscenti”) possano aver portato i beneficiari a fare altre valutazioni e non a comunicare ufficialmente alla compagnia l’avvenuto decesso.. D’altra parte fino ad oggi era stato possibile “gestire” senza danni queste comunicazioni tardive proprio perché la compagnia poteva seguire la propria politica tutta rivolta a non penalizzare questi ritardi. Tenga presente che anche con l’uscita della legge 166, in piena bufera/querelle sui “sinistri dormienti” la compagnia… ha continuato a liquidare i sinistri dichiarati nel 2009 accaduti prima del 1° gennaio 2005 perché in quel caso non c’era l’obbligo di versarli al Fondo.
3bis) Su questa problematica oltre alle numerose testimonianze di beneficiari esistono dei video trasmessi nella trasmissione Mi manda rai3 effettuati molti mesi dopo l’entrata in vigore della legge 166-08, ha mai visionato questa trasmissione?
Si il video li ho visti ed ho anche partecipato telefonicamente alla trasmissione. Non si trattava però di molti mesi ma di pochi mesi dopo. In quella trasmissione furono intervistati molti operatori e non solo quelli degli uffici postali, e tra tutti, quegli degli UP fornirono risposte migliori. Tenga però presente che quello che si diceva a marzo o ad aprile non aveva nessuna influenza sul problema perché la prescrizione si era verificata per cose accadute anni e anni prima. Su quello che è successo dopo il 27 ottobre 2008 siamo intervenuti sia in termini formativi con la rete, sia direttamente con i clienti attraverso tutte le comunicazioni sistematiche che l’azienda è tenuta a fare per normativa (avvisi di scadenze, e/c rivalutazioni annuali, comunicazione annuale, ecc.); per non parlare delle comunicazioni su web o affisse presso gli UP. E’ per questo motivo che sono convinto che adesso il problema non esiste più, ed è questo il motivo che noi non abbiamo nessuna polizza prescritta per situazioni verificatesi post 166/08.
4) Gli impiegati postali non sono stati messi a conoscenza che con la premorienza dell’assicurato la polizza deve essere rimborsata?
4) Ovviamente si. Gia da fine 2008 il battage interno è stato martellante. Tenga poi presente che le prime prescrizioni “vere” (post 166/2008) sono quelle che si verificavano (richieste pervenute) dopo ottobre 2009. Di tutti i casi che trattiamo, anche qui, non ne abbiamo uno che è incappato nella nuova legge, segno quindi che le cose stanno funzionando bene sia a livello di rete si a livello di comunicazione ai clienti.
4bis) può indicare la data della prima circolare che istruiva la rete di vendita di questa importante novità?
Come le dicevo alla domanda 3-bis gli interventi sono stati tanti e non solo sulla rete. La cosa importante da sottolineare è che non c’è stato nessun comportamento tenuto dalla rete dopo l’entrata in vigore della 166-08, che ha creato un danno, anche minimo, ai nostri clienti. Questo posso assicurarlo al 100% perche, come detto, i 9.000 di cui si parla sono tutti relativi a situazioni retroattive.
5) una peculiarità dei contratti di Poste Vita è una clausola contrattuale che di fatto eleva la prescrizione a 10 anni perché non avete mantenuto fede a questa clausola dopo l’entrata in vigore della legge 166-08 (Alitalia)? Ricordo che la legge 166-08 eleva il periodo di prescrizione previsto dall’art. 2952 c.c. da 1 a 2 anni, ma non rende nulli patti in deroga?
5) Noi non abbiamo utilizzavamo nessuna dizione che potesse riportare ad una prescrizione decennale. La nostra era solo una politica aziendale. Le assicuro che se non fosse stato così tutti i beneficiari sarebbero stati pagati nei soliti 15/20 giorni che normalmente ci impieghiamo per liquidare un sinistro caso morte….e noi ci saremmo evitati tutti i problemi che sono sorti a seguito dell’entrata in vigore della legge.
5bis) Vuol dire che molte persone che hanno letto l’art. 10 hanno sbagliato a capire cosa sta scritto, anche un ex magistrato ora deputato (Luigi de Magistris) nel suo blog da un’interpretazione per una lettura di estensione della prescrizione, anche un ex magistrato oltre ad alcune associazioni consumatori che sono pronte per una causa risarcitoria non comprendono l’esatto significato di quell’articolo?
Ci creda, saremmo tutti più felici se fossero corrette le interpretazioni che lei sottolinea. Anche senza entrare in temi di “etica”, mi limito ad evidenziare che per Postevita i soldi escono lo stesso e quindi per noi l’ideale era poterli versare ai beneficiari. Ovviamente rispettiamo le idee e le interpretazioni di tutti. Personalmente, sempre con il massimo rispetto cercando di essere il più possibile oggettivo, trovo “naturale” che una associazione dei consumatori dica il contrario…. e trovo invece “innaturale” che una compagnia che ha tutto l’interesse ha rispettare gli impegni con i propri clienti faccia invece l’opposto, non crede? Comunque, con la modifica della legge, il tema è superato.
6) Con l’entrata in vigore della legge 166-08 avete istruito la vostra rete di vendita di questa importante variazione? Con quali tempistiche ed in quale forma? Come si spiega che anche dopo l’entrata in vigore della legge 166-08 gli impiegati postali continuavano a consigliare di tenere la polizza sino alla scadenza perché si prescriveva dopo 10 anni?
6) Credo di aver risposto sull’argomento alla domanda numero 4. Io personalmente non credo che la nostra rete distributiva, quella che materialmente tratta le polizze, dica quelle cose. Se me ci cita qualche caso concreto in cui ciò accade sono pronto a smentirmi e a correggere, oltre che ad intervenire. Questa, naturalmente, non è una sfida, sono sinceramente convinto che ciò non può accadere e la riprova è che non c’è nessun “sinistro dormiente” post 2008.
7) Avendo le vostre polizze la clausola che elevava nei fatti la prescrizione a 10 anni, Poste Vita non ha ritenuto opportuno, anche se la legge non lo prevedeva, di inviare una comunicazione ai propri assicurati per comunicare che quella clausola non poteva più essere rispettata a seguito dell’entrata in vigore della legge 166-08? Nei fatti ci troviamo con una variazione contrattuale che secondo il Codice del Consumo doveva essere comunicata agli assicurati a mezzo lettera raccomandata, e quest’ultimi avevano anche la facoltà di recedere dal contratto senza alcun onere, Poste Vita su questa interpretazione cosa ha da dire?
7) Alla domanda ho già risposto; le comunicazioni l’abbiamo fatte e, sottolineo che dai contratti di Postevita (tutti, ndr) si può uscire sempre quando si vuole senza oneri/penalizzazioni.
7bis) la comunicazione che sta arrivando in questi giorni porta la data di aprile 2010, la legge 166-08 è stata pubblicata il 28 ottobre 2008 non le sembra che è una comunicazione molto tardiva?
Quella lettera è solo una delle comunicazione che vengono inviate ai clienti e non “la comunicazione” (la rimando alla risposta 3 bis).
8.) Con il DL 40-2010 (Incentivi) Poste Vita ha annunciato l’invio di un questionario di autocertificazione ma finora nessuno l’ha ricevuto ci potrebbe indicare delle date certe? Per il rimborso avete intenzione di riconoscere gli interessi legali maturati dal 31 giorno dalla data di ricezione della prima richiesta di rimborso sino alla data di effettivo pagamento (per evitare equivoci questa procedura si intende per richieste complete di tutta la documentazione)? Per le errate informazioni ricevute dagli aventi diritto Poste Vita e/o Poste Italiane hanno previsto qualche bonus per evitare successive cause risarcitorie?
8.) I clienti dovrebbero averlo già ricevuto ma credo che domani potrà trovarlo anche sul sito. Sugli interessi di mora non credo ci sia molto da discutere. Che i soldi possono tornare dal cliente lo ha stabilito solamente il decreto incentivi (peraltro ad oggi non ancora legge). Nessun ritardo quindi da parte nostra, se la legge 166 non avesse cancellato il diritto dei beneficiari noi avremmo come al solito pagato entro il 30° giorno.
8bis) quindi questa autocertificazione è già arrivata? il decreto è valido ed una compagnia ha già liquidato i propri aventi diritto perchè voi continuate ad aspettare la conversione in legge del decreto? Negando il pagamento degli interessi non si esponete a molte cause risarcitorie?
L’autocertificazione credo sia già arrivata perché alcuni clienti ci hanno già contattato. Anche capire cosa si doveva fare non è stato così semplice come si crede. Gestire la liquidazione di 50-100 contratti è sicuramente agevole, mentre gestire una “liquidazione massiva” su n-mila persone senza fare errori di alcun genere richiede oggettivamente tempo, così come la ri-verifica puntuale dei diritti di ognuno, sui quali confesso non si era inizialmente pensato, ma che invece, come capirà, è un tema obbligatorio a distanza di qualche mese, anche un anno, quei soldi potrebbero legittimamente appartenere ad altri (eredi di beneficiari, persone maggiorenni e non tutori, eredi testamentari, ecc.). Mi chiedo se chi ha “immediatamente” liquidato abbia rispettato questo obbligo. Sottolineo che noi gli interessi li pagheremo se impiegheremo più di un mese a liquidare dal momento del ricevimento dell’auto-certificazione; non credo che altri, anche i più veloci, abbiano liquidato interessi. E’ vero, forse ci esporremo anche a cause ma il tema, purtroppo, non è di natura opportunistica (le cifre di cui si parla, peraltro, se si fanno “due conti”, sono irrisorie) ma è semplicemente quello dell’esistenza o meno di un diritto.
9) Sul web e sul mio blog ci sono notizie confuse di alcune condanne inflitte da vari tribunali a Poste Vita, queste notizie corrispondono alla realtà o sono delle invenzioni? In caso affermativo che tipo di condanne avete avuto?
9) Nessuna notizia di condanna è vera. Purtroppo è stata una stampa locale (credo in Emilia Romagna) a far girare la notizia della condanna. La realtà dice invece quello che le ho scritto. Peraltro sarebbe molto facile smentirmi tirando fuori i nomi di chi avrebbe vinto la causa con Postevita.
9bis) Sul mio blog una signora afferma di avere in corso una causa che si sta discutendo presso il tribunale civile di Sanremo, questo fatto le risulta?
Abbiamo ricevuto un numero esiguo di decreti ingiuntivi ai quali ci siamo peraltro opposti. Tutto qua. Ripeto, non c’è nessuno in Italia che possa dire di aver vinto una causa con noi su questo tema. Reputo peraltro che con la modifica legislativa ed il pagamento ai beneficiari andranno “fisiologicamente” a chiudersi tutti i contenziosi.
10) E’ Noto che Poste Vita non ha versato neanche un centesimo al Fondo anticrack, potete dire quale sarà il vostro comportamento nei confronti delle polizze prescritte dopo il 28 ottobre 2008? Gli iniziali 10000 che poi sono diventanti 9000 sono una semplice precisazione del numero esatto o la differenza di 1000 è da imputare alle polizze prescritte dopo il 28 ottobre 2008? Finora abbiamo parlato di numero di polizze può quantificare il valore monetario di queste polizze?
10) Per fortuna il balletto dei numeri non dipende da quello; le cifre che si sono dette sono sempre state oggetto di interpretazioni fantasiose. La cosa importante è che non abbiamo nessun prescritto “vero” post legge. La verità è che i numeri possono aumentare ogni giorno quando qualcuno “trova” la polizza del padre o del congiunto in un cassetto dimenticato (come accade tutt’ora). Dopo il ritorno delle lettere sapremo con certezza quali sono i numeri in ballo ma la cosa certa è che per Postevita nessuno ne è rimasto fuori.
10bis) Faccio un esempio. Premorienza dell’assicurato 20 gennaio 2008 richiesta di liquidazione da parte dei beneficiari il 1 febbraio 2010. Postevita considera questa polizza prescritta o a seguito del DL 40-2010 la paga senza obiettare nulla?
La legge stabilisce che questa polizza sarebbe prescritta e Postevita non potrebbe fare altro che versare quei soldi al Fondo. Questi casi ancora non si sono verificati; non escludo però che nel futuro qualcuno possa ancora ri-trovare polizze appartenute a congiunti defunti da più di due anni e quindi incorrere nuovamente nel problema. Tenga però presente che il problema è nato per la retroattività della norma, perché come ho avuto modo di dire i casi nuovi su 9.000 potenziali beneficiari, sono al momento inesistenti.
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