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Polizze dormienti il Sottosegretario Saglia torna alla carica

Secondo Finanza & Mercati il Sottosegretario Stefano Saglia si appresterebbe a presentare alla Camera dei Deputati un emendamento al decreto “Milleproroghe” sull’annosa questione delle polizze dormienti.

Voglio sperare che il Sottosegretario Saglia non ripresenti lo stesso testo fatto presentare dal Sen. Malan perchè quel testo non risolve del tutto il problema,  sarebbe opportuno che sulla questione il Sottosegretario Saglia presentasse un disegno di legge che risolvesse il problema della prescrizione perchè è del tutto fuori luogo mantenere per i prodotti assicurativi un periodo di 2 anni mentre per i prodotti finanziari è di 10 anni.  Sarebbe anche auspicabile che si inserisse una norma che consentisse agli aventi diritto di richiedere la restituzione dei propri risparmi investiti in polizze dal Fondo vittime delle frodi finanziarie  come già previsto dal Dpr 116-07 per i prodotti finanziari.

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Polizze dormienti una grande pagliacciata

In questi ultimi mesi stiamo assistendo ad una grandissima pagliacciata. Il tutto è iniziato con la famosa lettera di Saglia, sottosegretario allo Sviluppo Economico e presidente del Cncu, al ministro Tremonti per cercare una soluzione all’annoso problema delle cosiddette polizze dormienti, lettera che non ha sortito effetti. Sempre il sottosegretario Saglia annuncia di aver fatto inserire un emendamento nella legge finanziaria, emendamento dichiarato inammissibile. Durante la trasmissione Mii manda rai3 sempre il sottosegretario Saglia annuncia di voler far inserire sempre un emendamento nel decreto “Milleproroghe” DL 194-09 o nel decreto “Sviluppo”. Sappiamo tutti che nel decreto “Milleproroghe” è stato inserito un emendamento dal Sen. Malan, ed anche quest’emendamento è stato dichiarato irricevibile.

Tutto questo dimostra semplicemente che la questione non vuole essere risolta. Se il problema voleva essere risolto sarebbe stato presentato un disegno di legge che avrebbe avuto tempi più lunghi, ma se c’era volontà a risolvere il problema si sarebbe giunti alla sua approvazione.

Sulla questione alcune associazioni consumatori (Adiconsum, Adoc, Altroconsumo, Lega dei Consumatori) hanno iniziato una battaglia che finora non ha sortito ad alcun risultato concreto. E si stanno concentrando solo sulle polizze di Poste Vita tralasciando i consumatori che hanno stipulato polizze con altre compagnie. Al momento è stato annunciata una causa risarcitoria nei confronti di Poste Vita ed Ina assicurazioni.

Molti di voi mi chiedono cosa devono fare. Visto come sta evolvendo la situazione consiglio a tutti di iniziare un procedimento legale nei confronti della compagnia assicuratrice, dell’intermediario e con il Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef). Questa procedura è lenta e non è garantito il risultato, pertanto vi consiglio di appoggiarvi a qualche associazione consumatori attiva nella risoluzione del problema delle polizze dormienti. Nel caso vogliate procedere da soli con l’ausilio obbligatorio di un avvocato vi conviene accordarvi dall’inizio con quest’ultimo sulle spese che dovete sostenere sia in caso di vittoria che in caso di perdita in giudizio.

Ricordo che per le cause fino a 5000 euro la competenza è del Giudice di Pace mentre per somme superiori la competenza è del Tribunale. Tutta la materia delle polizze dormienti è regolata attualmente da questi provvedimenti legislativi in modo diretto o indiretto: legge 266-05 è la legge finanziaria che ha istituito i conti dormienti, Dpr 116-07 regolamenta i conti dormienti e su questo link trovate anche alcune circolari esplicative, legge 166-08 la famosa legge Alitalia dove si trova al suo interno la norma che ha portato la prescrizione da 1 a 2 anni ed autorizzando le compagnie assicurative a versare le somme al fondo vittime delle frodi finanziare. Ricordo che l’articolo del codice civile sulla prescrizione delle polizze è il numero 2952.

A mio avviso la legge 166-08 ha profili di anticostituzionalità ed un buon avvocato avrà gioco facile a “convincere” un giudice a sollevare la questione davanti alla Corte Costituzionale perchè i cittadini con conti dormienti (DPR 116-07) hanno 10 anni per la prescrizione ed hanno possibilità di recupero delle somme versate al fondo anticrack finanziari, mentre i cittadini che hanno polizze dormienti hanno solo 2 anni per la prescrizione e non possono richiedere il rimborso al fondo anticrack. Questo viola, sempre a mio avviso, l’art. 3 della costituzione che sancisce l’uguaglianza davanti alla legge di tutti i cittadini.

Altri aspetti da non sottovalutare sono: elevazione dei termini di prescrizione su alcuni contratti, mancanza di comunicazioni  a seguito della legge 166-08 che i termini di prescrizione sono cambiati, ed infine si possono trovare dei cavilli nel modulo di adeguatezza dell’investimento, e nel caso di polizze sottoscritte tramite intermediari (banche, sgr, sim, poste) con posizioni di deposito titoli ed amministrazione di non essere stati avvisati dei cambiamenti contrattuali o della scadenza della polizza.

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Polizze dormienti ecco gli emendamenti

Nell’elenco degli emendamenti presentati al Decreto Legge 194-09 (Milleproroghe) contraddistinto con il numero 1955 dei lavori al Senato ho trovato quello del Sen. Malan (relatore) contraddistinto con la sigla 1.13 ed un altro presentato dal Sen. Lannutti (è il presidente del Adusbef) contraddistinto dalla sigla 9.9 che sinceramente non ho capito se si riferisca alle polizze dormienti.

1.13

IL RELATORE

Dopo il comma 23, aggiungere, in fine, il seguente:

«23-bis. A fini di razionalizzazione della disciplina della liquidità giacente su conti e rapporti definiti dormi enti ai sensi della normativa vigente, fatti salvi gli importi che, alla data di entrata in vigore del presente legge, siano stati comunque già versati al fondo di cui all’articolo 1, comma 343, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, le disposizioni del comma 345-quater del citato articolo 1 si applicano esclusivamente ai contratti per i quali il termine di prescrizione del diritto dei beneficiari scade successivamente al 28 ottobre 2008. Dall’attuazione del presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica».

9.9

LANNUTTI

Dopo il comma 3, inserire il seguente:

«3-bis. All’articolo 345-quater della legge 23 dicembre 2005, n. 266, dopo il comma 1 è inserito il seguente:

”1-bis. In caso di decesso del sottoscrittore della polizza, si applica il termine di prescrizione di cui all’art. 480 c.c. decorrente dalla data del decesso del sottoscrittore».

Quindi se passa l’emendamento Malan molti resteranno a bocca asciutta, se passa della di Lannutti i termini saranno di 10 anni anche se non ho capito se è retroattivo.

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Alcune precisazioni sulle polizze dormienti

Nei giorni scorsi la notizia che ha tenuto banco è stata sull’emendamento presentato dal Sen.  Malan, di cui finora nessuno ha pubblicato il testo completo. Di questo emendamento ho chiesto direttamente al Sen. Malan tramite la sua email del Senato (non quella pubblicata sul sito del Senato che ritorna indietro perchè inesistente) sia tramite il form del suo sito personale non ricevendo alcuna risposta, ed ho richiesto il testo dell’emendamento agli uffici del Senato senza aver ricevuto alcuna risposta. Qualcuno si chiederà ma questo emendamento esiste davvero? Per esistere esiste ma finora l’unico problema è di conoscere il suo esatto contenuto, perchè se il testo corrisponde a quello detto da Altroconsumo e da Milano Finanza ci sarebbe la data del 28 ottobre 2008 che farebbe da spartiacque, mi spiego meglio se la polizza è prescritta prima di quella data non si avrebbe diritto al rimborso se la prescrizione va oltre la data sopracitata si avrebbe diritto al rimborso. Esiste anche la versione di Finanza & Mercati che parla di eliminazione della retroattività fino a cinque anni fa, in questo caso tutti avrebbero diritto al rimborso.

Poi alcuni si chiedono perchè l’emendamento che era stato promesso a Mi Manda Rai3 dal Sottosegretario Stefano Saglia risulta presentato dal Sen. Malan? La risposta è più tecnica che di sostanza, se veniva presentato dal sottosegretario l’emendamento era considerato presentato dal Governo, mentre se viene presentato da un senatore questo non coinvolge il Governo. Praticamente significa se l’emendamento viene bocciato è una sconfitta del Governo ma facendolo presentare da un senatore in caso di non approvazione non avrà alcuna influenza sul Governo.Altra questione tecnica è se sul decreto viene posta la fiducia un emendamento presentato dal Governo rimane mentre decadono tutti gli emendamenti presentati dai parlamentari. Poi potrebbe esserci un’ipotesi malevola nel senso che il Governo non vuole essere coinvolto in questa vicenda per trattenere le somme incassate ma fa intervenire un sottosegretario per poi dire di aver fatto il possibile.

Molti prestano la loro attenzione a questo emendamento ma solo in pochi conoscono l’esatto testo. Per trovarlo basta spulciare sul sito del Senato nei lavori della Commissione Affari Costituzionali del mese di gennaio o di telefonare al centralino del Senato e farsi passare l’ufficio competente, ma qui ci vorrebbe una persona molto paziente nel fare questa ricerca. Non avendo tempo perchè impegnato fuori sede non ho potuto ancora fare questa ricerca.

Il problema delle polizze dormienti se si vuole risolverlo alla radice è di proporre un testo che più o meno dica queste cose (premetto di non essere un giurista e di lavoro faccio il promotore finanziario):

La prescrizione dei contratti assicurativi nel ramo vita è di 10 (dieci) anni, pertanto l’articolo 2952 del codice civile è modificato da 2 a 10 anni. Per le prescrizioni delle polizze del ramo vita si applica il Dpr 116-07.

Tutti gli importi trasferiti dalle compagnie assicurative a seguito della legge 166-08 al fondo vittime dei crack finanziari entro 30 (trenta) giorni dell’entrata in vigore della presente norma devono essere restituiti alle compagnie assicurative, gli aventi diritto al rimborso devono presentare richiesta alla propria compagnia che dovrà liquidare le somme entro 30 giorni dalla data di ricezione della richiesta.

Ora per far presentare un simile testo basta un deputato (in Italia sono ben 915) e mi meraviglio che nessuna associazione consumatori abbia seguito questa strada che è più lunga ed insidiosa di un decreto legge, ma secondo me al momento è l’unica strada percorribile. Poi se qualcuno di voi conosce un deputato può chiedergli se vuole presentare il testo per un disegno di legge, anzi sarebbe anche consigliabile far presentare un’interrogazione parlamentare sulla questione, finora non me ne risultano presentate.

Di questo argomento ho iniziato ad occuparmene dopo aver ricevuto un’email da una signora che mi illustrava la sua situazione che poi è molto simile a quella di molti di voi. E siccome su questo blog (che scrivo per puro diletto) mi occupo di risparmio gestito ed assicurazioni decisi di pubblicare la storia, da quel momento ho ricevuto moltissime email e telefonate per richieste di consigli che sono sempre stati dati in maniera del tutto disinteressata.

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Polizze dormienti le associazioni consumatori chiedono una soluzione per via legislativa

“Il Governo non può sequestrare alle famiglie i risparmi di una vita”. Adiconsum, Adoc e Lega Consumatori ritornano ad occuparsi delle polizze dormienti, ovvero di quelle polizze vita non riscattate da due anni che finiscono nel fondo destinato a risarcire le vittime delle frodi finanziarie. Secondo le tre Associazioni “le famiglie interessate al provvedimento sono alcune migliaia e in assenza di una soluzione legislativa (richiesta ripetutamente dalle Associazioni al Ministro dell’Economia) si vedranno sottrarre i risparmi di una vita dal momento che le polizze vita sono la forma di risparmio più diffusa nelle famiglie”.

Adiconsum, Adoc e Lega Consumatori sostengono che l’emendamento Malan al Milleproroghe non risolve il problema prevedendo l’applicazione delle nuovoe scadenze ai contratti per cui il termine di prescrizione è scaduto dopo il 28 ottobre 2008. “In assenza di una soluzione legislativa i beneficiari saranno costretti a ricorrere ai Tribunali contribuendo ancora una volta ad ingolfare la Giustizia” concludono le tre Associazioni.

[via Helpconsumatori.it]

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