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Polizze dormienti una grande pagliacciata

In questi ultimi mesi stiamo assistendo ad una grandissima pagliacciata. Il tutto è iniziato con la famosa lettera di Saglia, sottosegretario allo Sviluppo Economico e presidente del Cncu, al ministro Tremonti per cercare una soluzione all’annoso problema delle cosiddette polizze dormienti, lettera che non ha sortito effetti. Sempre il sottosegretario Saglia annuncia di aver fatto inserire un emendamento nella legge finanziaria, emendamento dichiarato inammissibile. Durante la trasmissione Mii manda rai3 sempre il sottosegretario Saglia annuncia di voler far inserire sempre un emendamento nel decreto “Milleproroghe” DL 194-09 o nel decreto “Sviluppo”. Sappiamo tutti che nel decreto “Milleproroghe” è stato inserito un emendamento dal Sen. Malan, ed anche quest’emendamento è stato dichiarato irricevibile.

Tutto questo dimostra semplicemente che la questione non vuole essere risolta. Se il problema voleva essere risolto sarebbe stato presentato un disegno di legge che avrebbe avuto tempi più lunghi, ma se c’era volontà a risolvere il problema si sarebbe giunti alla sua approvazione.

Sulla questione alcune associazioni consumatori (Adiconsum, Adoc, Altroconsumo, Lega dei Consumatori) hanno iniziato una battaglia che finora non ha sortito ad alcun risultato concreto. E si stanno concentrando solo sulle polizze di Poste Vita tralasciando i consumatori che hanno stipulato polizze con altre compagnie. Al momento è stato annunciata una causa risarcitoria nei confronti di Poste Vita ed Ina assicurazioni.

Molti di voi mi chiedono cosa devono fare. Visto come sta evolvendo la situazione consiglio a tutti di iniziare un procedimento legale nei confronti della compagnia assicuratrice, dell’intermediario e con il Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef). Questa procedura è lenta e non è garantito il risultato, pertanto vi consiglio di appoggiarvi a qualche associazione consumatori attiva nella risoluzione del problema delle polizze dormienti. Nel caso vogliate procedere da soli con l’ausilio obbligatorio di un avvocato vi conviene accordarvi dall’inizio con quest’ultimo sulle spese che dovete sostenere sia in caso di vittoria che in caso di perdita in giudizio.

Ricordo che per le cause fino a 5000 euro la competenza è del Giudice di Pace mentre per somme superiori la competenza è del Tribunale. Tutta la materia delle polizze dormienti è regolata attualmente da questi provvedimenti legislativi in modo diretto o indiretto: legge 266-05 è la legge finanziaria che ha istituito i conti dormienti, Dpr 116-07 regolamenta i conti dormienti e su questo link trovate anche alcune circolari esplicative, legge 166-08 la famosa legge Alitalia dove si trova al suo interno la norma che ha portato la prescrizione da 1 a 2 anni ed autorizzando le compagnie assicurative a versare le somme al fondo vittime delle frodi finanziare. Ricordo che l’articolo del codice civile sulla prescrizione delle polizze è il numero 2952.

A mio avviso la legge 166-08 ha profili di anticostituzionalità ed un buon avvocato avrà gioco facile a “convincere” un giudice a sollevare la questione davanti alla Corte Costituzionale perchè i cittadini con conti dormienti (DPR 116-07) hanno 10 anni per la prescrizione ed hanno possibilità di recupero delle somme versate al fondo anticrack finanziari, mentre i cittadini che hanno polizze dormienti hanno solo 2 anni per la prescrizione e non possono richiedere il rimborso al fondo anticrack. Questo viola, sempre a mio avviso, l’art. 3 della costituzione che sancisce l’uguaglianza davanti alla legge di tutti i cittadini.

Altri aspetti da non sottovalutare sono: elevazione dei termini di prescrizione su alcuni contratti, mancanza di comunicazioni  a seguito della legge 166-08 che i termini di prescrizione sono cambiati, ed infine si possono trovare dei cavilli nel modulo di adeguatezza dell’investimento, e nel caso di polizze sottoscritte tramite intermediari (banche, sgr, sim, poste) con posizioni di deposito titoli ed amministrazione di non essere stati avvisati dei cambiamenti contrattuali o della scadenza della polizza.

Polizze dormienti inserito emendamento al Senato?

In questi giorni tutti presi nel dare notizia che Adiconsum ed altre associazioni dei consumatori sono pronte ad una causa collettiva risarcitoria nei confronti di Poste Vita ed Ina, è passata quasi inosservata questa notizia. Ovvero che alla commissione Affari Costituzionali del Senato è stato riproposto l’emendamento sulla prescrizione delle cosiddette polizze dormienti.

Al momento non conosco se l’emendamento è stato inserito o no nel decreto “Milleproroghe” ma già che sia stato riproposto è un buon segno.

Nel caso che l’emendamento sia inserito è bene ricordare ai Signori Senatori che la retroattività dovrà essere elevata a 10 anni dando ai consumatori le stesse garanzie che hanno con la normativa dei cosiddetti conti dormenti.

Polizze dormienti il comunicato di Adiconsum

Adiconsum, Adoc e Lega Consumatori preannunciano una causa collettiva
nei confronti di Poste Vita e INA

Un emendamento al Parlamento sul Milleproroghe

Migliaia i consumatori coinvolti

Alcune decine di milioni di euro sono stati acquisiti dal Ministero dell’Economia sui conti e sulle polizze dormienti. Come si ricorderà la prescrizione prevista dalla legge è di 2 anni per le polizze vita e di 10 anni per i conti dormienti. Due tutele notevolmente diverse.

Perché una causa collettiva nei confronti di Poste Vita e INA?

Nel contratto di Poste Vita si precisa in merito alla prescrizione “tuttavia Poste Vita S.p.A. rinuncia a tale diritto (prescrizione di due anni) e corrisponde il capitale in caso di morte, purché la richiesta sia inoltrata entro il termine di 10 anni” (termine della prescrizione ordinaria di cui all’art 2946 del Codice Civile che stabilisce 10 anni di prescrizione per i casi di eredità).

Nei confronti di Poste Vita e Ina, quindi, esistono i presupposti perché le famiglie possano recuperare gli importi delle polizze dormienti trasferiti al Ministero dell’Economia.

Adiconsum, Adoc e Lega Consumatori propongono una causa collettiva piuttosto che una class action:

  • perché la procedura è più semplice
  • perché non sono previsti costi di pubblicità
  • perché il risultato giuridico è lo stesso
  • perché la causa collettiva è già disciplinata dal Codice di Procedura Civile.

GLI INTERVENTI SUL GOVERNO PER RISOLVERE IL PROBLEMA NON HANNO PRODOTTO ALCUN RISULTATO

  • Prima ci siamo rivolti al ministro Tremonti chiedendo un provvedimento del Governo che correggesse la normativa, unificando a 10 anni la prescrizione per tutti, ma senza ottenere alcun risultato.
  • Poi ci siamo rivolti al sottosegretario Saglia con un emendamento che lo stesso si era impegnato a presentare nel Milleproroghe relativo alle polizze dormienti sottoscritte da titolari defunti, ma senza ottenere, anche in questo caso, alcun risultato.

Adiconsum, Adoc e Lega Consumatori chiedono ai Gruppi Parlamentari di presentare l’emendamento in occasione del dibattito parlamentare per la conversione del decreto Milleproroghe (emendamento che si basa sull’impossibilità degli eredi di accettare o rifiutare l’eredità entro 10 anni dall’evento).

APPELLO ALLE FAMIGLIE INTERESSATE: FACCIAMO RISPETTARE UN DIRITTO CONTRATTUALE!

Adiconsum, Adoc e Lega Consumatori propongono a tutte le famiglie interessate alle polizze dormienti di Poste Vita e INA (che sono oltre 10.000) di aderire all’iniziativa di una causa collettiva per il recupero degli importi che oscillano mediamente dai 5 ai 15.000 euro.

Già oggi oltre 200 famiglie si sono rivolte alle associazioni consumatori.

A breve sui siti web di Adiconsum, Adoc e Lega consumatori sarà possibile scaricare la modulistica per aderire alla causa

Fonte: Adiconsum

Polizze dormienti avviata causa collettiva

Sul sito Il Salvagente è stata pubblicata la seguente notizia:

Adiconsum, Adoc e Lega consumatori sono pronti ad avviare una causa collettiva risarcitoria contro Poste Vita e Ina. Al centro del contendere ci sono le polizze dormienti la cui prescrizione è prevista in due anni dalla legge, ma che – nel caso di Poste Vita – nel contratto di sottoscrizione è prevista in 10 anni.

Per questo le tre associazioni dei consumatori reputano che ci siano i presupposti per recuperare gli importi delle polizze dormienti già trasferiti al ministero dell’Economia.
A tal fine Adiconsum, Adoc e Lega consumatori invitano tutte le famiglie interessate alle polizze dormienti di Poste Vita e Ina (che sono oltre 10.000) ad aderire alla causa collettiva per il recupero di importi che in media variano tra i 5 e i 15.000 euro.

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Giovanni Malfettone

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