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Dove vanno i soldi del Fondo Vittime delle frodi finanziarie

Il fondo delle vittime delle frodi finanziarie istituito dalla legge 266-05 ha il compito di risarcire i risparmiatori vittime di frodi finanziarie (Cirio, Parmalat, Argentina, etc.) e con la legge 166-08 furono inclusi anche i risarcimenti per gli obbligazionisti dell’Alitalia.

Il bello che questo fondo che tra conti dormienti e polizze dormienti ha raccolto alcune centinaia di milioni di euro finora non ha pagato un euro ai risparmiatori vittime dei disastri sopracitati.

Voi direte ma se il fondo ha raccolto tutti questi soldi e non ha erogato niente, questi soldi che fine hanno fatto? La risposta è che con quel tesoretto i nostri governanti hanno impegnato le disponibilità del fondo per le social card e per pagare gli stipendi dei precari.

Quindi è stata fatta una legge per risarcire i rispiarmiatori con i soldi di altri rispaarmiatori ma i soldi sono stati spesi per tutte altre questioni.

Di questo naturalmente nessuno ne parla.

Polizze dormienti l’emendamento nel prossimo decreto “Incentivi”

Su Finanza & Mercati un articolo che spiega perchè l’emendamento non sarà presentato alla Camera dei Deputati nel decreto “Milleproroghe” ma nel decreto “Incentivi” che dovrebbe essere approvato oggi o nel prossimo Consiglio dei Ministri. Nell’articolo si parla che il tutto dipende delle disponibilità economiche del Mef.

Polizze dormienti il Sottosegretario Saglia torna alla carica

Secondo Finanza & Mercati il Sottosegretario Stefano Saglia si appresterebbe a presentare alla Camera dei Deputati un emendamento al decreto “Milleproroghe” sull’annosa questione delle polizze dormienti.

Voglio sperare che il Sottosegretario Saglia non ripresenti lo stesso testo fatto presentare dal Sen. Malan perchè quel testo non risolve del tutto il problema,  sarebbe opportuno che sulla questione il Sottosegretario Saglia presentasse un disegno di legge che risolvesse il problema della prescrizione perchè è del tutto fuori luogo mantenere per i prodotti assicurativi un periodo di 2 anni mentre per i prodotti finanziari è di 10 anni.  Sarebbe anche auspicabile che si inserisse una norma che consentisse agli aventi diritto di richiedere la restituzione dei propri risparmi investiti in polizze dal Fondo vittime delle frodi finanziarie  come già previsto dal Dpr 116-07 per i prodotti finanziari.

Polizze dormienti ed Index Linked

Un aspetto trascurato dalle vittime della polizze dormienti è il sottostante dell’investimento di una alta percentuale di queste polizze. Molte delle polizze dormienti sono dell’Index Linked, cioè investivano in indici azionari o su panieri di titoli sempre azionari. Molte di queste polizze sono andate in prescrizione a seguito della morte dell’assicurato, sono pochissime le polizze prescritte perché giunte a scadenza del contratto.

Questo vuol dire che il valore della polizza è quello della data di morte dell’assicurato, faccio un esempio se il capitale sottoscritto era 1000 e l’indice il giorno della morte dell’assicurato era 750, la somma che la compagnia doveva rimborsare era 750 più eventuali bonus previsti dalle norme contrattuali per la premorienza dell’assicurato.

Molti all’atto del sinistro si sono rivolti all’intermediario per chiedere le istruzioni per venire in possesso del capitale della polizza, ed in questa fase sono iniziati i problemi perché molti beneficiari sentendo che il valore di polizza era inferiore alla somma versata e consigliati in modo sbagliato dall’intermediario hanno lasciato la polizza a dormire. Già questo fatto dimostra la malafede dell’intermediario.

Con la morte dell’assicurato il contratto si chiude quindi si doveva procedere al rimborso o se la compagnia era d’accordo a far subentrare nel contratto il beneficiario alle medesime condizioni contrattuali per portare a scadenza il contratto, questa seconda ipotesi in realtà era un nuovo contratto.

Ora molti di voi si domandano oltre ad avere una polizza dormiente nel caso si sblocchi la situazione si ritroveranno con somme molte più basse di quelle versate. Secondo me il perché la situazione non si blocchi è proprio questo. Poste Vita (è la compagnia maggiormente coinvolta) ha versato somme molto inferiori al capitale sottoscritto perché alla data di morte dell’assicurato il valore delle polizze era molto inferiore e se la morte dell’assicurato è avvenuta dopo il fallimento di Lehman Brothers ha versato solo il bonus previsto dalla polizza perché il sottostante di molte polizze della Classe 3A era nullo.

Sarebbe molto utile approfondire questo aspetto chiedendo alle varie compagnie il valore esatto della polizza e chiedendo  la somma effettiva che è stata  trasferita al Fondo anticrack. Scommetto che i valori tra sottoscritto e versato sono molto differenti (a svantaggio dei beneficiari). E se questa mia ipotesi risulterà esatta si capirà chi effettivamente non vuole che il problema  si risolva.

Polizze dormienti una grande pagliacciata

In questi ultimi mesi stiamo assistendo ad una grandissima pagliacciata. Il tutto è iniziato con la famosa lettera di Saglia, sottosegretario allo Sviluppo Economico e presidente del Cncu, al ministro Tremonti per cercare una soluzione all’annoso problema delle cosiddette polizze dormienti, lettera che non ha sortito effetti. Sempre il sottosegretario Saglia annuncia di aver fatto inserire un emendamento nella legge finanziaria, emendamento dichiarato inammissibile. Durante la trasmissione Mii manda rai3 sempre il sottosegretario Saglia annuncia di voler far inserire sempre un emendamento nel decreto “Milleproroghe” DL 194-09 o nel decreto “Sviluppo”. Sappiamo tutti che nel decreto “Milleproroghe” è stato inserito un emendamento dal Sen. Malan, ed anche quest’emendamento è stato dichiarato irricevibile.

Tutto questo dimostra semplicemente che la questione non vuole essere risolta. Se il problema voleva essere risolto sarebbe stato presentato un disegno di legge che avrebbe avuto tempi più lunghi, ma se c’era volontà a risolvere il problema si sarebbe giunti alla sua approvazione.

Sulla questione alcune associazioni consumatori (Adiconsum, Adoc, Altroconsumo, Lega dei Consumatori) hanno iniziato una battaglia che finora non ha sortito ad alcun risultato concreto. E si stanno concentrando solo sulle polizze di Poste Vita tralasciando i consumatori che hanno stipulato polizze con altre compagnie. Al momento è stato annunciata una causa risarcitoria nei confronti di Poste Vita ed Ina assicurazioni.

Molti di voi mi chiedono cosa devono fare. Visto come sta evolvendo la situazione consiglio a tutti di iniziare un procedimento legale nei confronti della compagnia assicuratrice, dell’intermediario e con il Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef). Questa procedura è lenta e non è garantito il risultato, pertanto vi consiglio di appoggiarvi a qualche associazione consumatori attiva nella risoluzione del problema delle polizze dormienti. Nel caso vogliate procedere da soli con l’ausilio obbligatorio di un avvocato vi conviene accordarvi dall’inizio con quest’ultimo sulle spese che dovete sostenere sia in caso di vittoria che in caso di perdita in giudizio.

Ricordo che per le cause fino a 5000 euro la competenza è del Giudice di Pace mentre per somme superiori la competenza è del Tribunale. Tutta la materia delle polizze dormienti è regolata attualmente da questi provvedimenti legislativi in modo diretto o indiretto: legge 266-05 è la legge finanziaria che ha istituito i conti dormienti, Dpr 116-07 regolamenta i conti dormienti e su questo link trovate anche alcune circolari esplicative, legge 166-08 la famosa legge Alitalia dove si trova al suo interno la norma che ha portato la prescrizione da 1 a 2 anni ed autorizzando le compagnie assicurative a versare le somme al fondo vittime delle frodi finanziare. Ricordo che l’articolo del codice civile sulla prescrizione delle polizze è il numero 2952.

A mio avviso la legge 166-08 ha profili di anticostituzionalità ed un buon avvocato avrà gioco facile a “convincere” un giudice a sollevare la questione davanti alla Corte Costituzionale perchè i cittadini con conti dormienti (DPR 116-07) hanno 10 anni per la prescrizione ed hanno possibilità di recupero delle somme versate al fondo anticrack finanziari, mentre i cittadini che hanno polizze dormienti hanno solo 2 anni per la prescrizione e non possono richiedere il rimborso al fondo anticrack. Questo viola, sempre a mio avviso, l’art. 3 della costituzione che sancisce l’uguaglianza davanti alla legge di tutti i cittadini.

Altri aspetti da non sottovalutare sono: elevazione dei termini di prescrizione su alcuni contratti, mancanza di comunicazioni  a seguito della legge 166-08 che i termini di prescrizione sono cambiati, ed infine si possono trovare dei cavilli nel modulo di adeguatezza dell’investimento, e nel caso di polizze sottoscritte tramite intermediari (banche, sgr, sim, poste) con posizioni di deposito titoli ed amministrazione di non essere stati avvisati dei cambiamenti contrattuali o della scadenza della polizza.

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Giovanni Malfettone

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