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Dove vanno i soldi del Fondo Vittime delle frodi finanziarie

Il fondo delle vittime delle frodi finanziarie istituito dalla legge 266-05 ha il compito di risarcire i risparmiatori vittime di frodi finanziarie (Cirio, Parmalat, Argentina, etc.) e con la legge 166-08 furono inclusi anche i risarcimenti per gli obbligazionisti dell’Alitalia.

Il bello che questo fondo che tra conti dormienti e polizze dormienti ha raccolto alcune centinaia di milioni di euro finora non ha pagato un euro ai risparmiatori vittime dei disastri sopracitati.

Voi direte ma se il fondo ha raccolto tutti questi soldi e non ha erogato niente, questi soldi che fine hanno fatto? La risposta è che con quel tesoretto i nostri governanti hanno impegnato le disponibilità del fondo per le social card e per pagare gli stipendi dei precari.

Quindi è stata fatta una legge per risarcire i rispiarmiatori con i soldi di altri rispaarmiatori ma i soldi sono stati spesi per tutte altre questioni.

Di questo naturalmente nessuno ne parla.

Polizze dormienti un commento giuridico

Sul Blog dell’europarlamentare Luigi De Magistris è apparso un interessante articolo sulle polizze dormienti ricco di riferimenti giuridici che possono ritornare utili per future azioni legali.

Polizze dormienti una grande pagliacciata

In questi ultimi mesi stiamo assistendo ad una grandissima pagliacciata. Il tutto è iniziato con la famosa lettera di Saglia, sottosegretario allo Sviluppo Economico e presidente del Cncu, al ministro Tremonti per cercare una soluzione all’annoso problema delle cosiddette polizze dormienti, lettera che non ha sortito effetti. Sempre il sottosegretario Saglia annuncia di aver fatto inserire un emendamento nella legge finanziaria, emendamento dichiarato inammissibile. Durante la trasmissione Mii manda rai3 sempre il sottosegretario Saglia annuncia di voler far inserire sempre un emendamento nel decreto “Milleproroghe” DL 194-09 o nel decreto “Sviluppo”. Sappiamo tutti che nel decreto “Milleproroghe” è stato inserito un emendamento dal Sen. Malan, ed anche quest’emendamento è stato dichiarato irricevibile.

Tutto questo dimostra semplicemente che la questione non vuole essere risolta. Se il problema voleva essere risolto sarebbe stato presentato un disegno di legge che avrebbe avuto tempi più lunghi, ma se c’era volontà a risolvere il problema si sarebbe giunti alla sua approvazione.

Sulla questione alcune associazioni consumatori (Adiconsum, Adoc, Altroconsumo, Lega dei Consumatori) hanno iniziato una battaglia che finora non ha sortito ad alcun risultato concreto. E si stanno concentrando solo sulle polizze di Poste Vita tralasciando i consumatori che hanno stipulato polizze con altre compagnie. Al momento è stato annunciata una causa risarcitoria nei confronti di Poste Vita ed Ina assicurazioni.

Molti di voi mi chiedono cosa devono fare. Visto come sta evolvendo la situazione consiglio a tutti di iniziare un procedimento legale nei confronti della compagnia assicuratrice, dell’intermediario e con il Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef). Questa procedura è lenta e non è garantito il risultato, pertanto vi consiglio di appoggiarvi a qualche associazione consumatori attiva nella risoluzione del problema delle polizze dormienti. Nel caso vogliate procedere da soli con l’ausilio obbligatorio di un avvocato vi conviene accordarvi dall’inizio con quest’ultimo sulle spese che dovete sostenere sia in caso di vittoria che in caso di perdita in giudizio.

Ricordo che per le cause fino a 5000 euro la competenza è del Giudice di Pace mentre per somme superiori la competenza è del Tribunale. Tutta la materia delle polizze dormienti è regolata attualmente da questi provvedimenti legislativi in modo diretto o indiretto: legge 266-05 è la legge finanziaria che ha istituito i conti dormienti, Dpr 116-07 regolamenta i conti dormienti e su questo link trovate anche alcune circolari esplicative, legge 166-08 la famosa legge Alitalia dove si trova al suo interno la norma che ha portato la prescrizione da 1 a 2 anni ed autorizzando le compagnie assicurative a versare le somme al fondo vittime delle frodi finanziare. Ricordo che l’articolo del codice civile sulla prescrizione delle polizze è il numero 2952.

A mio avviso la legge 166-08 ha profili di anticostituzionalità ed un buon avvocato avrà gioco facile a “convincere” un giudice a sollevare la questione davanti alla Corte Costituzionale perchè i cittadini con conti dormienti (DPR 116-07) hanno 10 anni per la prescrizione ed hanno possibilità di recupero delle somme versate al fondo anticrack finanziari, mentre i cittadini che hanno polizze dormienti hanno solo 2 anni per la prescrizione e non possono richiedere il rimborso al fondo anticrack. Questo viola, sempre a mio avviso, l’art. 3 della costituzione che sancisce l’uguaglianza davanti alla legge di tutti i cittadini.

Altri aspetti da non sottovalutare sono: elevazione dei termini di prescrizione su alcuni contratti, mancanza di comunicazioni  a seguito della legge 166-08 che i termini di prescrizione sono cambiati, ed infine si possono trovare dei cavilli nel modulo di adeguatezza dell’investimento, e nel caso di polizze sottoscritte tramite intermediari (banche, sgr, sim, poste) con posizioni di deposito titoli ed amministrazione di non essere stati avvisati dei cambiamenti contrattuali o della scadenza della polizza.

Polizze dormienti ecco gli emendamenti

Nell’elenco degli emendamenti presentati al Decreto Legge 194-09 (Milleproroghe) contraddistinto con il numero 1955 dei lavori al Senato ho trovato quello del Sen. Malan (relatore) contraddistinto con la sigla 1.13 ed un altro presentato dal Sen. Lannutti (è il presidente del Adusbef) contraddistinto dalla sigla 9.9 che sinceramente non ho capito se si riferisca alle polizze dormienti.

1.13

IL RELATORE

Dopo il comma 23, aggiungere, in fine, il seguente:

«23-bis. A fini di razionalizzazione della disciplina della liquidità giacente su conti e rapporti definiti dormi enti ai sensi della normativa vigente, fatti salvi gli importi che, alla data di entrata in vigore del presente legge, siano stati comunque già versati al fondo di cui all’articolo 1, comma 343, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, le disposizioni del comma 345-quater del citato articolo 1 si applicano esclusivamente ai contratti per i quali il termine di prescrizione del diritto dei beneficiari scade successivamente al 28 ottobre 2008. Dall’attuazione del presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica».

9.9

LANNUTTI

Dopo il comma 3, inserire il seguente:

«3-bis. All’articolo 345-quater della legge 23 dicembre 2005, n. 266, dopo il comma 1 è inserito il seguente:

”1-bis. In caso di decesso del sottoscrittore della polizza, si applica il termine di prescrizione di cui all’art. 480 c.c. decorrente dalla data del decesso del sottoscrittore».

Quindi se passa l’emendamento Malan molti resteranno a bocca asciutta, se passa della di Lannutti i termini saranno di 10 anni anche se non ho capito se è retroattivo.

Polizze dormienti inserito emendamento al Senato?

In questi giorni tutti presi nel dare notizia che Adiconsum ed altre associazioni dei consumatori sono pronte ad una causa collettiva risarcitoria nei confronti di Poste Vita ed Ina, è passata quasi inosservata questa notizia. Ovvero che alla commissione Affari Costituzionali del Senato è stato riproposto l’emendamento sulla prescrizione delle cosiddette polizze dormienti.

Al momento non conosco se l’emendamento è stato inserito o no nel decreto “Milleproroghe” ma già che sia stato riproposto è un buon segno.

Nel caso che l’emendamento sia inserito è bene ricordare ai Signori Senatori che la retroattività dovrà essere elevata a 10 anni dando ai consumatori le stesse garanzie che hanno con la normativa dei cosiddetti conti dormenti.

Conti dormienti il Tesoro incamera 327 milioni

Nella relazione annuale inviata dalla Cassa Depositi e Prestiti al Parlamento si legge che dai conti dormienti del risparmio postale sono stati trasferiti nelle casse del Tesoro 327 milioni di euro.

A tutte queste persone titolari di conti e/o depositi Poste Italiane ha inviato la raccomandata con avviso di ricevimento come previsto dalla legge?

Polizze dormienti qualcosa si muove

In questi giorni stanno circolando voci che affermano  che nella prossima legge finanziaria verrebbe introdotta una norma che sanerebbe la retroattività nell'applicazione delle norme del DPR 116-07 e della  Legge 166-08 così molte vittime di queste due norme legislative riavrebbero i loro averi.

Questa è una solo una voce che sta circolando a seguito di pressioni che starebbero esercitando sul Ministero dell'Economia e Finanze da parte di ABI ed ANIA oltre alle forti pressioni che da tempo stanno esercitando le associazioni dei consumatori.

E' utile ricordare che ai sensi dell'art 3 del DPR 116-07 l'intermediario è tenuto a comunicare a mezzo lettera raccomandata che il deposito sta per andare a finire nel fondo dei conti dormienti.

Ora tutti quelli che non hanno ricevuto questa comunicazione possono contestare al proprio intermediario questa mancata comunicazione e richiedere allo stesso la restituzione dei loro averi.

 

Art. 3. DPR 116-07
Obblighi dell'intermediario
1. Al verificarsi delle condizioni di cui all'articolo 1,
lettera b), l'intermediario invia al titolare del rapporto, mediante
lettera raccomandata con avviso di ricevimento indirizzata all'ultimo
indirizzo comunicato o comunque conosciuto, o a terzi da lui
eventualmente delegati, l'invito ad impartire disposizioni entro il
termine di 180 giorni dalla data della ricezione, avvisandolo che,
decorso tale termine, il rapporto verra' estinto e le somme ed i
valori relativi a ciascun rapporto verranno devoluti al fondo secondo
le modalita' indicate nell'articolo 4. Restano impregiudicate la
cause di estinzione dei diritti. Il rapporto non si estingue se,
entro il predetto termine di 180 giorni, viene effettuata
un'operazione o movimentazione ad iniziativa del titolare del
rapporto o di terzi da questo delegati, escluso l'intermediario non
specificatamente delegato in forma scritta.

Il testo integrale della lettera inviata dal Cncu a Tremonti per le polizze dormienti

da questo link potete scaricare il testo integrale della lettera inviata dal Cncu al Ministro Tremonti in merito alla situazione delle polizze dormienti. Allegata alla lettera un intervento tecnico di Altroconsumo.

Polizze vita il Cncu scrive a Tremonti

Il Fondo, istituito con la Finanziaria del 2006, diretto a risarcire i risparmiatori vittime dei crack finanziari rischia di danneggiare altri consumatori. Perché? Il Ministro dell'Economia Giulio Tremonti ha ritenuto di dover prendere i soldi per il Fondo dalle polizze vita.

"Le polizze vita – spiega ad HelpConsumatori Francesco Avallone, vice presidente di Federconsumatori e responsabile del settore credito dell'associazione – avevano un anno di prescrizione; dopodiché, se nessuno andava a riscuoterle rimanevano nelle casse delle compagnie assicurative. La prassi però era, secondo un tacito accordo tra l'istituto e il cliente, di non applicare la clausola dell'anno di prescrizione. Questo portava vantaggi sia alla compagnia, che conservava i soldi in cassa, sia al cliente, che cercava di ottenere il rendimento più alto".

"Tremonti ha deciso di far applicare la clausola della prescrizione, portandola a due anni, ma la cosa grave è che ha inserito la retroattività. In pratica i clienti che avevano un rapporto di fiducia con la propria compagnia assicurativa, si sono visti negare la libertà di poter usufruire dei propri soldi. Altro fatto grave – continua Avallone – è che sono stati avvisati di questo cambiamento soltanto i padroni dei conti correnti, che hanno ricevuto dall'istituto di credito una comunicazione all'ultimo domicilio conosciuto. Tutti gli altri hanno perso la garanzia, a cui erano abituati, di recuperare i propri soldi. A questo punto noi chiediamo che venga eliminata la retroattività e chiediamo alle compagnie, che secondo noi hanno la responsabilità di non aver scritto che la clausola di prescrizione non veniva applicata, di soprassedere per il momento e non destinare i soldi al Fondo".

Per questo ieri il Cncu, Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti, ha mandato una lettera al Ministro Tremonti, chiedendo un incontro urgente. Le associazioni dei consumatori "hanno espresso – si legge nella lettera – un giudizio negativo unanime in merito alla situazione in cui vengono a trovarsi i beneficiari delle polizze vita a seguito della Legge n. 166 del 27 ottobre 2008".

La lettera fa riferimento, inoltre, alla nota del 7 luglio 2009 di Altroconsumo, in cui l'associazione ha fatto un'analisi completa della Legge, sollevando la questione della disparità di trattamento tra i titolari di conti/depositi e i beneficiari delle polizze vita. Il Cncu ha condiviso quest'analisi e ha chiesto al Ministro di "intervenire con i più appropriati e tempestivi strumenti legislativi perché è in aumento il numero dei titolari dei rapporti dormienti vittime di questa lacuna legislativa".

http://www.helpconsumatori.it/news.php?id=24984

Polizze dormienti il punto della situazione

Molti risparmiatori non sanno ancora come evolverà la questione delle polizze dormienti, quasi tutte con Poste Vita. Con l'introduzione del fondo anticrack che doveva essere alimentato dai cosiddetti conti dormienti (sia prodotti bancari che assicurativi), tutta la normativa veniva disciplinata dal DPR 116-07 che uniformava il cosiddetto periodo di prescrizione in dieci anni di non movimentazione del prodotto, e stabiliva anche tutta la procedura di comunicazione agli interessati.

Con l'emanazione della legge "Alitalia" 166-08 per i prodotti assicurativi il periodo di non "movimentazione" scendeva da 10 anni a soli 2 anni, con questa norma sono iniziati i "guai" di molti assicurati o di loro familiari perché senza ricevere alcuna comunicazione da parte della compagnia assicuratrice le loro polizze sono confluite nel fondo anticrack gestito dal Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF).

E' anche vero che il codice civile prevede la prescrizione dei contratti assicurati dopo un anno, norma in verità mai applicata con pignoleria dalle compagnie assicuratrici. Ma ha creato tra gli assicurati di Poste Vita un gran numero di persone che si sono viste volatizzare i loro risparmi senza che nessuno li avesse informati che le condizioni contrattuali a seguito della legge 166-08 erano cambiate. Bisogna tenere presente che una clausola contrattuale di Poste Vita derogava al codice civile elevando il periodo di prescrizione da 1 anno a 10 anni.

La prima domanda è perché Poste Vita non ha comunicato ai propri assicurati che una legge cambiava una norma contrattuale? Perché Poste Vita non ha comunicato alla propria rete di distribuzione (Poste Italiane) di questa rilevantissima modifica contrattuale.
Sull'argomento una puntata di "MI Manda Rai3" ha dimostrato tramite l'impiego di una telecamera nascosta che gli addetti degli uffici postali di mezza Italia erano all'oscuro di questa modifica.

Alcune associazioni consumatori hanno stipulato con Poste Vita un accordo per risolvere la questione con la conciliazione, e sempre le associazioni consumatori nello scorso mese di luglio hanno avuto un incontro con il MEF (che tra l'altro è l'azionista di Poste Italiane e quest'ultima di Poste Vita) per risolvere la questione, ma l'incontro non ha dato frutti.

Gli assicurati che si trovano in questa spiacevole situazione di sicuro hanno diffidato sia Poste Vita che Il MEF, ma di sicuro non hanno ricevuto risposte risolutive. Quindi queste persone  hanno solo la possibilità di portare il loro caso in aula di Tribunale per far valere i propri diritti.

Si tenga anche conto che la legge 166-08 (Alitalia) è sotto giudizio della Corte Costituzionale per presunta anticostituzionalità di alcuni articoli.

Di certo uno di questi articoli che discrimina i cittadini è quello che abbassa il periodo di prescrizione a 2 anni invece dei 10 garantiti ai sottoscrittori di prodotti bancari, e quest'ultimi hanno ancora altri 10 anni per richiedere di rientrare in possesso dei loro risparmi.

Poste Vita (che è una società che fa capo al MEF) dovrebbe farsi parta attiva per ridare le somme assicurate ai propri clienti invece di trincerarsi dietro alla frase di aver eseguito una disposizione di legge. Non devono dimenticare che non hanno mai comunicato alla loro clientela che l'elevazione della prescrizione da 1 anno a 10 anni era decaduta perché la legge 166-08 la riduceva a 2 anni.

Ed il MEF dovrebbe emanare una circolare per salvaguardare i cittadini che prima dell'entrata in vigore della legge avevano diritto a riscuotere i propri averi in virtù di una norma contrattuale.

Perché Poste Vita e MEF non cercano una via d'uscita onorevole per tutti?

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Giovanni Malfettone

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