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Polizze dormienti la risposta del Governo all’interrogazione dell’On. Fluvi

Il deputato Alberto Fluvi (Pd) ha presentato un interrogazione parlamentare al Governo a risposta immediata il Sottosegretario Daniele Molgora chiede di rinviare la risposta per acquisire documenti ma credo che ci sia qualche errore o ritardo di caricamento dei resoconti perchè su alcuni lanci di agenzie sono riportati i dati forniti dal Sottosegretario sulla consistenza del fondo vittime delle frodi finanziarie e sull’utilizzo fatto finora di queste somme. Al momento risultano rimborsabili 600 milioni di euro. Ma non si fa alcun cenno al rimborso delle c.d. polizze dormienti.

Su Helpconsumatori.it sono state pubblicate le storie di alcuni di voi. Sul web continua a diffondersi la notizia della raccolta di firme della petizione per la modifica della legge 166-08.

Per la manifestazione del prossimo 19 marzo si aspetta che tutte le autorizzazioni siano richieste e rilasciate per il rilascio di un comunicato ufficiale.

Da domani questo Blog può avere dei ritardi nel fornire le notizie e nella visualizzazione dei commenti a causa di una mia assenza che si protarrà fino al prossimo 20 marzo.

Polizze dormienti aumentano gli articoli degli organi di informazione

Negli ultimi giorni l’attenzione della stampa sul problema delle c.d. polizze dormienti sta aumentando con la pubblicazione di articoli su vari organi di informazione. Inizio con questo articolo de Il Sole 24 ore dello scorso 27 febbraio, per passare alla lettera inviata a Il Corriere della Sera lo scorso 8 marzo dai sette fratelli di Lampedusa che tempo fa sono stati ospiti di Mi manda rai3 oltre a vari articoli di Alessandra Puato sulla questione, sempre su Il Corriere della Sera lunedì scorso altro articolo della Puato sulla questione (non sono riuscito a trovare il link), oggi sono usciti articoli su Finanza & Mercati e su Helpconsumatori.it quest’ultimo da risalto alla raccolta di firme della  petizione online.

Questi articoli sono molti importanti perchè contribuiscono alla diffusione della notizia fuori dai canali di internet ed informano il grande pubblico di questa vergognosa questione sulla quale il legislatore non si decide ad intervenire per sanare e restituire oltre 100 milioni di euro ai beneficiari di queste polizze, che sono i sudati risparmi  dei loro cari hanno messo da parte dopo lunghi anni di lavoro.

Da segnalare le varie iniziative del Comitato vittime della legge 166 che in questi giorni stanno intraprendendo una serie di iniziative sia per la manifestazione del prossimo 19 marzo dinnanzi alla Camera dei Deputati (Monte Citorio) e sia le richieste di un maggior interessamento delle associazioni consumatori nella risoluzione del problema.con l’invio di lettere al presidente di Adiconsum e di altre associazioni che hanno manifestato la loro disponibilità ad appoggiare il comitato.

Polizze dormienti nessuna novità di rilievo

L’unica novità della settimana che sta per concludersi è l’iniziativa del Comitato vittime della legge 166 nella raccolta di firme per una petizione che tra l’altro procede a rilento. Il Comitato farebbe bene a concentrare le proprie energie a contattare persone che possono rilevarsi utili alla risoluzione del problema delle c.d. polizze dormienti.

Dovrebbero capire che finché il problema non sia portato a conoscenza del grande pubblico la questione sarà confinata solo tra gli addetti ai lavori. Per questo è opportuno contattare i giornalisti, un modo molto semplice è quello di prendere i giornali che abitualmente si leggono e di telefonare alle redazioni chiedendo di parlare con qualcuno che si occupa di economia o dei problemi dei cittadini, lo stesso dicasi per le redazioni delle tv quali la Rai, Mediaset, La7, Sky oltre alle miriadi di tv e radio locali. Oltre a cercare di contattare le giornaliste Alessandra Puato (Corriere della Sera) e Debora Rosciani (Radio24) fornendo loro materiale utile per altri articoli e servizi radiofonici.

In questo periodo di campagna elettorale (si vota in 13 regioni su 20) è molto facile incontrare qualche Deputato  o qualche Senatore (in Italia sono ben 915) e con un pò di faccia tosta potreste esporre  loro il problema (sarebbe auspicabile dare loro qualche documento scritto sulla questione). Se non avete possibilità di incontrarli potete scrivere loro una normale lettera (lasciate perdere le email ai loro indirizzi di Camera e Senato) nella quale esponete loro il problema.

Altro metodo di diffusione della notizia è parlarne con i vostri conoscenti, colleghi di lavoro, portare a conoscenza del problema anche le organizzazioni sindacali che potrebbero ritornare utili alla risoluzione del problema. Potete anche affigere delle locandine davanti ai luoghi dove avete sottoscritto il prodotto cosi altre persone possono venire a conoscenza del problema e non incappare a loro volta nel problema se hanno sottoscritto delle polizze vita, così facendo create anche un danno all’immagine da chi vi ha venduto il prodotto.

Le associazioni consumatori che finora hanno lanciato solo proclami come la causa collettiva di cui è significativo leggere questo commento della signora Maria che ha ricevuto per risposta che non ne sapevano nulla. Questo dimostra che le associazioni consumatori hanno seri problemi di comunicazione all’interno delle proprie organizzazioni o che lanciano dei proclami esclusivamente per fare nuovi tesserati, lasciando  la risoluzione del problema al malcapitato con il fai da te. Quindi sarebbe opportuno che il Comitato delle vittime contattasse i vertici di queste associazioni per capire in che modo ed in quali tempi intendono muoversi per risolvere l’annosa questione delle c.d polizze dormienti.

Infine segnalo il commento di un legale sulla bozza di lettera da me preparata che non lo trova d’accordo.

Movimento Consumatori Cnp vita ha l’obbligo di informare gli assicurati

Lo scorso 26 febbraio, il Tribunale di Milano ha respinto il ricorso d’urgenza promosso da CNP Unicredit Vita, per ottenere la sospensione dell’efficacia esecutiva del provvedimento d’urgenza, emesso il 21 gennaio 2010 dal Tribunale di Milano, a seguito dell’azione collettiva promossa dal Movimento Consumatori

CNP, a seguito del crack Lehman Brothers (settembre 2008), aveva proposto ad oltre 6.500 clienti che avevano sottoscritto polizze denominate “Performance 5, 6, 7, 8 e 9”, collegate a obbligazioni emesse dalla banca statunitense, transazioni che prevedevano un rimborso del 50% del premio investito o la conversione della vecchia polizza in una nuova con durata vitalizia.
Nel dicembre 2009, CNP è stata condannata dal Tribunale di Milano ad inviare a tutti i propri assicurati una lettera per informarli che le comunicazioni effettuate prima della sottoscrizione degli accordi transattivi erano risultate, nel corso del procedimento d’urgenza, lesive degli interessi dei consumatori alla buona fede, alla correttezza e all’equità dei rapporti contrattuali, in quanto CNP aveva agito non nell’interesse dei propri clienti, ma al solo fine di limitare la propria responsabilità.
Come afferma da tempo il Movimento Consumatori, e come riconosciuto dal Tribunale di Milano, che con sentenza dello scorso 12 febbraio ha condannato CNP a restituire ad un ex cliente l’intero premio versato (oltre 300.000 euro), le polizze Performance prevedevano espressamente l’obbligo per la compagnia di restituire l’intero premio alla scadenza.
Ora CNP Vita non ha più scuse: deve informare i propri clienti. Considerato che oggi è scaduto il termine per l’invio delle lettere, Il Movimento Consumatori ha richiesto al Tribunale di Milano di dare attuazione all’obbligo di invio, anche mediante la nomina di un commissario ad acta.
Tutti i consumatori che riceveranno le lettere inviate da CNP potranno rivolgersi al Movimento Consumatori per richiedere a CNP l’integrale restituzione dei premi versati. Per maggiori informazioni: www.movimentoconsumatori.it o scrivere a azioni.collettive@movimentoconsumatori.it

[via Movimento Consumatori]

Polizze dormienti è tempo di passare all’azione legale

Oggi al consiglio dei ministri non si parlerà del decreto “Incentivi” perché tra i vari ministri non è stato ancora raggiunto un accordo sulle somme da ripartire tra i vari comparti industriali.

Quindi vi consiglio di iniziare l’azione legale nei confronti della vostra compagnia assicurativa, dell’intermediario e con il Mef.

Un’opzione che le associazione dei consumatori dovrebbero valutare è di richiedere al tribunale di bloccare il trasferimento dei fondi dalle compagnie assicurative al Mef chiedendo un decreto ai sensi dell’ex art. 700 c.p.c.

Sul forum di Aduc alcuni delle vittime della legge 166-08 si stanno organizzando per formare un comitato, finalmente qualcuno si è svegliato.

Polizze dormienti Lirosi (Pd) rimediare ad un errore del governo

“Nonostante i ripetuti appelli delle associazioni dei consumatori e la presentazione di diversi emendamenti, è grave e preoccupante che la maggioranza di governo non abbia ancora voluto risolvere un problema che riguarda migliaia di famiglie che ingiustamente perderanno, nel giro di un mese, i risparmi maturati con le polizze vita non ancora riscattate”. Lo dichiara Antonio Lirosi, responsabile Commercio e Consumatori del Pd.

“A seguito della legge 166 del 2008 – spiega Lirosi - che ha esteso alle polizze vita l’obbligo del versamento delle somme non riscosse al Fondo del Ministero dell’Economia, gli eredi dei titolari di polizze che sono deceduti tra il 2005 e il 2008 perderanno la possibilità di riscuotere il rimborso delle somme maturate. Una danno che arriva ad alcune decine di migliaia di euro per ogni famiglia beneficiaria”.

“I motivi del silenzio del governo sono oscuri” spiega Lirosi secondo il quale, invece, “occorre rimediare al più presto a quello che è palesemente un errore del governo. In particolare è necessario equiparare il termine di prescrizione delle polizze vita con gli ad altri prodotti finanziari (portandolo da 2 a 10 anni), eliminare la retroattività della legge 166 per cui nessun beneficiario ha potuto riscuotere la polizza e coordinare la legge sulle polizze dormienti con le norme del codice civile in materia di successione che dispone il termine di 10 anni per l’accettazione dell’eredità”.

Solo pochi giorni fa Altroconsumo ha inviato una lettera al Consiglio dei Ministri chiedendo di inserire un emendamento sulle polizze dormienti all’interno del decreto incentivi, il cui iter legislativo inizia in questi giorni.

[via Helpconsumatori]

Il Corriere della Sera ritorna sulle polizze dormienti

Sul Corriere della Sera oggi un altro articolo di Alessandra Puato sulla questione delle polizze dormienti. Nell’articolo si parla delle difficoltà di copertura finanziaria per risolvere la questione per via legislativa e si riportano le storie di alcuni malcapitati. Si riportano anche le iniziative delle associazioni consumatori.

aggiornamento del 24 febbraio 2010

Inserisco i link dei 2 articoli apparsi sul Corriere della Sera del 22 febbraio 2010 articolo 1 ed articolo2

Polizze dormienti facsimile di lettera (bozza)

Questa è una bozza di lettera che potete usare dopo averla personalizzata per inviarla alla vostra compagnia assicurativa, alla rete di vendita (Poste, Banche, rete promotori, broker, agenzia assicurativa, etc.), al Ministero dell’Economia e  delle Finanze, alla Consob, all’Isvap ed eventualmente alla vostra associazione consumatori.

Io sottoscritto…………………………….in qualità di assicurato/beneficiario [mettere la voce che vi riguarda] della polizza nr…………….stipulata presso……………………in data../…/…. scaduta il…./…./…… per scadenza naturale/premorienza assicurato [mettere la voce che vi riguarda] in data…../…./….. vi contesto il trasferimento del capitale al Fondo Vittime delle frodi finanziare presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze per i seguenti motivi:

1) Il prodotto sottoscritto appartiene al ramo III (unit ed index linked)/al ramo V (capitalizzazione) [mettere la voce che vi riguarda] e per questo motivo essendo un prodotto finanziario, sotto vigilanza Consob ed Isvap, anche se emesso da una compagnia di assicurazione la prescrizione è di anni 10 e non 2 perchè la materia è regolata dal DPR 116-07 e non dalla legge 166-08.

2) Ai sensi del Dpr 116-07 avevate l’obbligo di comunicare 180 giorni prima che il capitale veniva trasferito al Fondo vittime delle frodi finanziarie di darne comunicazione a mezzo lettera raccomandata cosa che non è mai avvenuta;

3) Dalla vostra rete di vendita all’atto dell’evento scadenza/premorienza [mettere la voce che vi riguarda] mi sono state fornite indicazioni errate invitandomi a tenere la polizza fino alla naturale scadenza;

4) Ricordo che all’art….. delle condizioni di polizza la vostra compagnia ha derogato alla prescrizione prevista dall’art. 2952 del codice civile portandola a 10 anni [questa voce la devono inserire solo i clienti di Poste Vita o di altre compagnie che hanno elevato i termini di prescrizione] che tra l’altro essendo il prodotto di natura finanziaria ha già la prescrizione decennale come previsto dal DPR 116-07.

Con la presente chiedo che mi sia comunicato l’entità esatta del capitale trasferito o che deve essere trasferito al Fondo vittime delle frodi finanziarie.

Pertanto vi intimo di restituirmi l’intero capitale maggiorato dagli interessi legali dalla data dell’evento di scadenza della polizza alla data di effettivo pagamento, se entro 30 (trenta giorni) dalla ricezione della presente non riceverò la somma che mi spetta di diritto darò mandato al mio legale ad iniziare le procedure di recupero nelle sedi più appropriate.

La presente interrompe i termini di prescrizione.

Distinti saluti

firma leggibile

nome cognome
indirizzo
città cap [non mettete numeri di telefono cosi saranno obbligati a rispondervi per iscritto]

Questa è una bozza la dovete modificare e completarla con i vostri dati, potete aggiungere e togliere quello che vi piace. Non vi aspettate grandi risultati ma aalmeno non lasciate niente di intentato.

Quale legge è applicabile alle unit ed index linked?

I prodotti assicurativi unit e index linked (ramo III) e di capitalizzazione (ramo V escluse le forme pensionistiche complementari) sono di competenza Consob quindi sorge spontanea la domanda su quale legge si applica a queste forme assicurative. Se è applicabile la legge 166-08 (Alitalia) o il Dpr 116-07 (conti dormienti).

Se su questi prodotti la competenza spetta alla Consob la logica sarebbe che la legge applicabile per le prescrizioni di tali prodotti sarebbe il Dpr 116-07 e non la legge 166-08. Se è applicabile il Dpr 116-07 la prescrizione sarebbe di 10 anni e quindi si avrebbe diritto a rientrare delle somme dichiarate prescritte con l’applicazione della 166-08.

Per saperlo i possessori di tali tipi di polizze potrebbero inviare una lettera raccomandata a questi soggetti: Compagnia assicurativa, Intermediario che ha venduto il prodotto (Poste Italiane, banche, sim, sgr, broker, etc.) ed al Ministero dell’Economia e delle Finanze contestando che alla propria polizza essendo un prodotto finanziario e  rientrando nelle competenze della Consob sia applicato per la prescrizione il Dpr 116-07 e non la legge 166-08, e per questo motivo si richiede l’immediata restituzione del capitale più gli interessi maturati dalla data dell’evento (premorienza o scadenza naturale polizza) alla data del pagamento ai beneficiari.

Quando risponderanno si saprà come i vari soggetti interpreteranno questo concetto. Sarebbe anche opportuno inviare una copia sia alla Consob ed Isvap per lettera semplice o fax, oltre ad informare le varie associazioni consumatori.

Polizze dormienti questa potrebbe essere una via d’uscita

Sappiamo tutti che i fondi delle polizze dormienti vengono trasferiti dalle compagnie assicurative  al Fondo vittime delle frodi finanziare istituito dalla legge 266-05.

Ora tutti i prescritti sono vittime della legge 166-08 per svariati motivi. Nè elenco qualcuno: nessuno li avvisati che i loro contratti erano modificati; hanno ricevuto informazioni errate dalle persone con cui avevano sottoscritto il prodotto. Per questi motivi potremo dire che sono delle “vittime”, quindi con un decreto del Ministro dell’Economia e Finanze potrebbero essere ammessi ad usufruire del Fondo vittime delle frodi finanziare.

Quindi se i politici vogliono risolvere la questione e con un pò di fantasia il problema è risolvibile con un semplice decreto.

Le assocociazioni consumatori  nei loro frequenti incontri con i politici potrebbero verificare se questa strada sia percorribile.

Ripeto un’ipotesi del genere è una forzatura ma potrebbe essere praticabile e risolverebbe il problema senza ulteriori perdite di tempo.

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Giovanni Malfettone

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