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Polizze dormienti aumentano gli articoli degli organi di informazione

Negli ultimi giorni l’attenzione della stampa sul problema delle c.d. polizze dormienti sta aumentando con la pubblicazione di articoli su vari organi di informazione. Inizio con questo articolo de Il Sole 24 ore dello scorso 27 febbraio, per passare alla lettera inviata a Il Corriere della Sera lo scorso 8 marzo dai sette fratelli di Lampedusa che tempo fa sono stati ospiti di Mi manda rai3 oltre a vari articoli di Alessandra Puato sulla questione, sempre su Il Corriere della Sera lunedì scorso altro articolo della Puato sulla questione (non sono riuscito a trovare il link), oggi sono usciti articoli su Finanza & Mercati e su Helpconsumatori.it quest’ultimo da risalto alla raccolta di firme della  petizione online.

Questi articoli sono molti importanti perchè contribuiscono alla diffusione della notizia fuori dai canali di internet ed informano il grande pubblico di questa vergognosa questione sulla quale il legislatore non si decide ad intervenire per sanare e restituire oltre 100 milioni di euro ai beneficiari di queste polizze, che sono i sudati risparmi  dei loro cari hanno messo da parte dopo lunghi anni di lavoro.

Da segnalare le varie iniziative del Comitato vittime della legge 166 che in questi giorni stanno intraprendendo una serie di iniziative sia per la manifestazione del prossimo 19 marzo dinnanzi alla Camera dei Deputati (Monte Citorio) e sia le richieste di un maggior interessamento delle associazioni consumatori nella risoluzione del problema.con l’invio di lettere al presidente di Adiconsum e di altre associazioni che hanno manifestato la loro disponibilità ad appoggiare il comitato.

Polizze dormienti una grande pagliacciata

In questi ultimi mesi stiamo assistendo ad una grandissima pagliacciata. Il tutto è iniziato con la famosa lettera di Saglia, sottosegretario allo Sviluppo Economico e presidente del Cncu, al ministro Tremonti per cercare una soluzione all’annoso problema delle cosiddette polizze dormienti, lettera che non ha sortito effetti. Sempre il sottosegretario Saglia annuncia di aver fatto inserire un emendamento nella legge finanziaria, emendamento dichiarato inammissibile. Durante la trasmissione Mii manda rai3 sempre il sottosegretario Saglia annuncia di voler far inserire sempre un emendamento nel decreto “Milleproroghe” DL 194-09 o nel decreto “Sviluppo”. Sappiamo tutti che nel decreto “Milleproroghe” è stato inserito un emendamento dal Sen. Malan, ed anche quest’emendamento è stato dichiarato irricevibile.

Tutto questo dimostra semplicemente che la questione non vuole essere risolta. Se il problema voleva essere risolto sarebbe stato presentato un disegno di legge che avrebbe avuto tempi più lunghi, ma se c’era volontà a risolvere il problema si sarebbe giunti alla sua approvazione.

Sulla questione alcune associazioni consumatori (Adiconsum, Adoc, Altroconsumo, Lega dei Consumatori) hanno iniziato una battaglia che finora non ha sortito ad alcun risultato concreto. E si stanno concentrando solo sulle polizze di Poste Vita tralasciando i consumatori che hanno stipulato polizze con altre compagnie. Al momento è stato annunciata una causa risarcitoria nei confronti di Poste Vita ed Ina assicurazioni.

Molti di voi mi chiedono cosa devono fare. Visto come sta evolvendo la situazione consiglio a tutti di iniziare un procedimento legale nei confronti della compagnia assicuratrice, dell’intermediario e con il Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef). Questa procedura è lenta e non è garantito il risultato, pertanto vi consiglio di appoggiarvi a qualche associazione consumatori attiva nella risoluzione del problema delle polizze dormienti. Nel caso vogliate procedere da soli con l’ausilio obbligatorio di un avvocato vi conviene accordarvi dall’inizio con quest’ultimo sulle spese che dovete sostenere sia in caso di vittoria che in caso di perdita in giudizio.

Ricordo che per le cause fino a 5000 euro la competenza è del Giudice di Pace mentre per somme superiori la competenza è del Tribunale. Tutta la materia delle polizze dormienti è regolata attualmente da questi provvedimenti legislativi in modo diretto o indiretto: legge 266-05 è la legge finanziaria che ha istituito i conti dormienti, Dpr 116-07 regolamenta i conti dormienti e su questo link trovate anche alcune circolari esplicative, legge 166-08 la famosa legge Alitalia dove si trova al suo interno la norma che ha portato la prescrizione da 1 a 2 anni ed autorizzando le compagnie assicurative a versare le somme al fondo vittime delle frodi finanziare. Ricordo che l’articolo del codice civile sulla prescrizione delle polizze è il numero 2952.

A mio avviso la legge 166-08 ha profili di anticostituzionalità ed un buon avvocato avrà gioco facile a “convincere” un giudice a sollevare la questione davanti alla Corte Costituzionale perchè i cittadini con conti dormienti (DPR 116-07) hanno 10 anni per la prescrizione ed hanno possibilità di recupero delle somme versate al fondo anticrack finanziari, mentre i cittadini che hanno polizze dormienti hanno solo 2 anni per la prescrizione e non possono richiedere il rimborso al fondo anticrack. Questo viola, sempre a mio avviso, l’art. 3 della costituzione che sancisce l’uguaglianza davanti alla legge di tutti i cittadini.

Altri aspetti da non sottovalutare sono: elevazione dei termini di prescrizione su alcuni contratti, mancanza di comunicazioni  a seguito della legge 166-08 che i termini di prescrizione sono cambiati, ed infine si possono trovare dei cavilli nel modulo di adeguatezza dell’investimento, e nel caso di polizze sottoscritte tramite intermediari (banche, sgr, sim, poste) con posizioni di deposito titoli ed amministrazione di non essere stati avvisati dei cambiamenti contrattuali o della scadenza della polizza.

Adiconsum promuove causa collettiva contro Cnp Unicredit Vita

Il Tribunale di Milano ha stabilito che CNP UNICREDIT VITA SPA ha violato il diritto (art.2.2 Codice del Consumo) dei contraenti-consumatori a ricevere un’adeguata informazione e ad intrattenere rapporti contrattuali basati sulla correttezza, trasparenza ed equità, relativi alle polizze index-linked: Performance 5, Performance 6, Performance 7, Performance 8, Performance 9 (Ordinanza del 21.12.2009).

L’azione giudiziaria contro CNP, promossa dal Movimento Consumatori a cui in una prima fase ha partecipato Adiconsum, aveva per oggetto la richiesta di illegittimità del comportamento della CNP UNICREDIT VITA SPA volto a non liquidare a tutti i risparmiatori coinvolti le somme di cui alle citate polizze oramai scadute e ad inibire la conversione delle polizze in base alle proposte alternative denominate “cash” e “trasformazione”, le quali non prevedevano il rimborso quantomeno dell’intero capitale di polizza alla relativa scadenza. L’azione aveva inoltre lo scopo di far riconoscere il diritto dei consumatori sottoscrittori ad ottenere la restituzione integrale del premio versato.

Ciò perché i risparmiatori erano stati convintidi non avere diritto al pagamento quantomeno del capitale investito, essendo esposti al rischio di insolvenza dell’emittente Lehman Brothers, mentre le polizze oggetto di giudizio, denominate “Performance”, prevedevano espressamente la “garanzia” della restituzione del capitale da parte della Compagnia.

Anche se si tratta di una prima interpretazione, che dovrà essere confermata nel giudizio di merito, l’Ordinanza riconosce l’obbligo contrattuale di CNP VITA al rimborso del 100% del premio unico versato, condannando la compagnia a inviare ai singoli consumatori interessati al cd. crack Lehman e che abbiano sottoscritto le polizze Performance a ricevere entro e non oltre la data del 1.3.2010, una comunicazione scritta formale in cui CNP Unicredit Vita affermi tra l’altro: “Il Tribunale di Milano ha ritenuto probabilmente non rispondente ai principi di buona fede, correttezza e lealtà e comportamento lesivo dei diritti dei consumatori” e ancora: “Come probabilmente non corretto il comportamento della CNP Unicredit Vita SpA perché fondata su un’interpretazione non univoca del contenuto contrattuale delle polizze Performance 5,6,7,8,9. Interpretazione che ha evidenziato unicamente i profili di esonero della responsabilità della società CNP Unicredit Vita”.

Adiconsum, per assistere i risparmiatori coinvolti, ha pubblicato sul proprio sito www.adiconsum.ituna nota informativa sulla decisione del Tribunale di Milano, la sentenza stessa e il fac-simile di lettera che i risparmiatori potranno inviare a CNP Unicredit Vita per chiedere l’immediata liquidazione delle somme dovute a saldo del 100% del capitale investito

Adiconsum, nel caso in cui la compagnia non dovesse dar corso al rimborso richiesto dai consumatori avvierà cause collettive a tutela dei consumatori, avendo presente l’impossibilità di avviare un’azione collettiva perché i fatti si riferiscono a prima dell’agosto 2009, senza peraltro doversi sottoporre al giudizio del giudice e alla pubblicità a cui la class action obbliga.

[via Helpconsumatori.it]

Polizze dormienti le associazioni consumatori chiedono una soluzione per via legislativa

“Il Governo non può sequestrare alle famiglie i risparmi di una vita”. Adiconsum, Adoc e Lega Consumatori ritornano ad occuparsi delle polizze dormienti, ovvero di quelle polizze vita non riscattate da due anni che finiscono nel fondo destinato a risarcire le vittime delle frodi finanziarie. Secondo le tre Associazioni “le famiglie interessate al provvedimento sono alcune migliaia e in assenza di una soluzione legislativa (richiesta ripetutamente dalle Associazioni al Ministro dell’Economia) si vedranno sottrarre i risparmi di una vita dal momento che le polizze vita sono la forma di risparmio più diffusa nelle famiglie”.

Adiconsum, Adoc e Lega Consumatori sostengono che l’emendamento Malan al Milleproroghe non risolve il problema prevedendo l’applicazione delle nuovoe scadenze ai contratti per cui il termine di prescrizione è scaduto dopo il 28 ottobre 2008. “In assenza di una soluzione legislativa i beneficiari saranno costretti a ricorrere ai Tribunali contribuendo ancora una volta ad ingolfare la Giustizia” concludono le tre Associazioni.

[via Helpconsumatori.it]

Polizze dormienti Adiconsum pubblica fac-simile di lettera

Sul sito di Adiconsum è stato pubblicato un fac-simile di lettera da inviare a Poste Vita per le cosiddette polizze dormienti.

Polizze dormienti inserito emendamento al Senato?

In questi giorni tutti presi nel dare notizia che Adiconsum ed altre associazioni dei consumatori sono pronte ad una causa collettiva risarcitoria nei confronti di Poste Vita ed Ina, è passata quasi inosservata questa notizia. Ovvero che alla commissione Affari Costituzionali del Senato è stato riproposto l’emendamento sulla prescrizione delle cosiddette polizze dormienti.

Al momento non conosco se l’emendamento è stato inserito o no nel decreto “Milleproroghe” ma già che sia stato riproposto è un buon segno.

Nel caso che l’emendamento sia inserito è bene ricordare ai Signori Senatori che la retroattività dovrà essere elevata a 10 anni dando ai consumatori le stesse garanzie che hanno con la normativa dei cosiddetti conti dormenti.

Polizze dormienti il comunicato di Adiconsum

Adiconsum, Adoc e Lega Consumatori preannunciano una causa collettiva
nei confronti di Poste Vita e INA

Un emendamento al Parlamento sul Milleproroghe

Migliaia i consumatori coinvolti

Alcune decine di milioni di euro sono stati acquisiti dal Ministero dell’Economia sui conti e sulle polizze dormienti. Come si ricorderà la prescrizione prevista dalla legge è di 2 anni per le polizze vita e di 10 anni per i conti dormienti. Due tutele notevolmente diverse.

Perché una causa collettiva nei confronti di Poste Vita e INA?

Nel contratto di Poste Vita si precisa in merito alla prescrizione “tuttavia Poste Vita S.p.A. rinuncia a tale diritto (prescrizione di due anni) e corrisponde il capitale in caso di morte, purché la richiesta sia inoltrata entro il termine di 10 anni” (termine della prescrizione ordinaria di cui all’art 2946 del Codice Civile che stabilisce 10 anni di prescrizione per i casi di eredità).

Nei confronti di Poste Vita e Ina, quindi, esistono i presupposti perché le famiglie possano recuperare gli importi delle polizze dormienti trasferiti al Ministero dell’Economia.

Adiconsum, Adoc e Lega Consumatori propongono una causa collettiva piuttosto che una class action:

  • perché la procedura è più semplice
  • perché non sono previsti costi di pubblicità
  • perché il risultato giuridico è lo stesso
  • perché la causa collettiva è già disciplinata dal Codice di Procedura Civile.

GLI INTERVENTI SUL GOVERNO PER RISOLVERE IL PROBLEMA NON HANNO PRODOTTO ALCUN RISULTATO

  • Prima ci siamo rivolti al ministro Tremonti chiedendo un provvedimento del Governo che correggesse la normativa, unificando a 10 anni la prescrizione per tutti, ma senza ottenere alcun risultato.
  • Poi ci siamo rivolti al sottosegretario Saglia con un emendamento che lo stesso si era impegnato a presentare nel Milleproroghe relativo alle polizze dormienti sottoscritte da titolari defunti, ma senza ottenere, anche in questo caso, alcun risultato.

Adiconsum, Adoc e Lega Consumatori chiedono ai Gruppi Parlamentari di presentare l’emendamento in occasione del dibattito parlamentare per la conversione del decreto Milleproroghe (emendamento che si basa sull’impossibilità degli eredi di accettare o rifiutare l’eredità entro 10 anni dall’evento).

APPELLO ALLE FAMIGLIE INTERESSATE: FACCIAMO RISPETTARE UN DIRITTO CONTRATTUALE!

Adiconsum, Adoc e Lega Consumatori propongono a tutte le famiglie interessate alle polizze dormienti di Poste Vita e INA (che sono oltre 10.000) di aderire all’iniziativa di una causa collettiva per il recupero degli importi che oscillano mediamente dai 5 ai 15.000 euro.

Già oggi oltre 200 famiglie si sono rivolte alle associazioni consumatori.

A breve sui siti web di Adiconsum, Adoc e Lega consumatori sarà possibile scaricare la modulistica per aderire alla causa

Fonte: Adiconsum

Polizze dormienti avviata causa collettiva

Sul sito Il Salvagente è stata pubblicata la seguente notizia:

Adiconsum, Adoc e Lega consumatori sono pronti ad avviare una causa collettiva risarcitoria contro Poste Vita e Ina. Al centro del contendere ci sono le polizze dormienti la cui prescrizione è prevista in due anni dalla legge, ma che – nel caso di Poste Vita – nel contratto di sottoscrizione è prevista in 10 anni.

Per questo le tre associazioni dei consumatori reputano che ci siano i presupposti per recuperare gli importi delle polizze dormienti già trasferiti al ministero dell’Economia.
A tal fine Adiconsum, Adoc e Lega consumatori invitano tutte le famiglie interessate alle polizze dormienti di Poste Vita e Ina (che sono oltre 10.000) ad aderire alla causa collettiva per il recupero di importi che in media variano tra i 5 e i 15.000 euro.

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Giovanni Malfettone

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