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Fondi comuni: al via il Tavolo Tecnico comune

A seguito della pubblicazione da parte di Consob e Banca d’Italia del rapporto conclusivo sulla valutazione di fattibilità della dematerializzazione delle quote dei fondi comuni, le associazioni che rappresentano gli operatori di mercato hanno oggi dato avvio ad un Tavolo Tecnico interassociativo per l’attuazione del piano di lavoro delineato nel documento. Il Tavolo Tecnico è incaricato di definire il linguaggio, le procedure e le modalità operative per la standardizzazione della gestione degli ordini dei fondi comuni entro l’estate del 2010 e di supportarne l’implementazione entro la fine del 2011.

Il Tavolo  Tecnico è composto dai rappresentanti dell’industria – società di gestione del risparmio, banche collocatrici, banche depositarie ed incaricate dei pagamenti – organizzate nelle Associazioni di settore ABI, Assogestioni, Anasf, Assoreti e Assosim. Consob e Banca d’Italia saranno invitate a partecipare in qualità  di osservatori.

L’impulso per rendere il sistema del risparmio gestito italiano più efficiente e competitivo si inquadra nel contesto delle iniziative del Parlamento Europeo (Rapporto Klinz sull’Asset Management del 2007) di sostegno e incoraggiamento all’impegno degli operatori di mercato nel migliorare l’efficienza dei processi tramite la standardizzazione dei linguaggi e delle procedure utilizzate nell’industria dei fondi. In questo ambito si colloca anche l’attività del Fund Processing Standardization Group (FPSG), di cui fanno parte rappresentanti del risparmio gestito e del settore bancario, creato dall’associazione europea del risparmio gestito EFAMA per favorire la convergenza verso uno standard condiviso e per monitorare l’adozione di tale standard nei diversi paesi.

Il documento.

EFAMA Rapporto, Statistiche ed Approfondimenti sull’industria europea delle gestioni patrimoniali (Asset Management)

Bruxelles, EFAMA ha pubblicato la sua seconda relazione annuale
sull'industria europea di gestione patrimoniale.
La relazione di quest'anno mette in evidenza le seguenti statistiche:

• Alla fine del 2007, le attività gestite dalla industria europea di
gestione patrimoniale ammontano a
13,6 miliardi di euro, che rappresentano oltre un terzo del patrimonio
della gestione patrimoniale globale. Il valore del patrimonio gestito
professionalmente in Europa si stima che sia diminuito a circa 10,7
miliardi di euro a fine 2008, a causa della crisi finanziaria
mondiale.

• I fondi di investimento rappresentano il 51% del patrimonio gestito
in Europa a fine 2007, le gestioni personalizzate sono il restante
49%.

• Tenendo conto della dimensione dei mercati a livello nazionale,
l'industria del risparmio vede ai primi posti:
il Regno Unito, la Francia e la Germania che rappresentano il 66% del
totale delle attività, in
gestione in Europa alla fine del 2007. L'Italia ed il Belgio seguono
in questa classifica.

• Anche se ci sono grandi differenze tra i vari paesi, in aggregato,
le linee di asset dominanti
sono obbligazionarie ed azionarie, con il 40% e il 37% del totale
gestito, rispettivamente, a fine 2007.

• Le compagnie di assicurazione rappresentano il più grande cliente
istituzionale della categoria, e rappresentano il 42% del
totale gestito per clienti istituzionali in Europa. I fondi pensione
sono in seconda posizione in questa
classifica, con una quota del 30%.

• Circa 70.000 persone lavorano direttamente in società di gestione
patrimoniale in Europa. Prendendo in considerazione i servizi
connessi, come la contabilità, la revisione contabile, la custodia, la
commercializzazione, la
ricerca, il livello di occupazione diretta e indiretta legata
alle società di gestione patrimoniale aumenterebbe in maniera
significativa ad una percentuale più alta.

Mathias Bauer, presidente della EFAMA, commenta: "EFAMA della nuova
relazione mette in evidenza l'importante
ruolo svolto dai gestori di patrimoni in gestione del risparmio e
finanziamento per l'economia europea. Con l'offerta di
una vasta gamma di soluzioni d'investimento, che forniscono agli
investitori i vantaggi di investire in
mercati finanziari. E aiutando l'allocamento delle risorse di capitale
a sostegno degli investimenti, gli asset manager
sostengono la nostra economia per il futuro. Per prosperare nel loro
ruolo di partner strategici di
famiglie, i fondi pensione, compagnie di assicurazione e altri
investitori per la gestione dei loro
risparmio, gli asset manager hanno bisogno di uno stabile, solido e
robusto sistema finanziario globale. Ciò significa che
ripristinare la stabilità a lungo termine del sistema è di
fondamentale importanza. "

http://www.efama.org/index.php?option=com_docman&task=doc_download&gid=967

Verso autorità di vigilanza europee: la proposta di riforma della Commissione

(Assogestioni) Si è da poco conclusa la consultazione europea sul futuro del sistema di vigilanza dei servizi finanziari e Assogestioni ha partecipato al dibattito contribuendo e supportando le richieste presentate da EFAMA, l’associazione europea del risparmio gestito.

La crisi globale dei mercati finanziari ha fatto nascere all’interno dell’Unione Europea la necessità di rivedere i meccanismi di sorveglianza dei mercati finanziari sia a livello sistemico che a livello microeconomico. Se la riforma delineata nel documento di consultazione della Commissione Europea sulla base del rapporto de Larosière dovesse essere portata avanti anche dalla prossima Commissione lungo la linea qui tracciata, si assisterà nei prossimi anni ad un graduale ma progressivo e rilevante trasferimento di parte dei potere dalle Autorità di Vigilanza nazionali ad una o più autorità europee, con un ulteriore rafforzamento del mercato unico dei prodotti finanziari. Il gruppo di “saggi” presieduto da Jacques de Larosière ha formulato concrete proposte di riforma per la struttura della vigilanza in Europa finalizzate ad assicurare coerenza tra gli obiettivi di crescita economica e quelli di protezione degli investitori. Il progetto sottoposto a consultazione parte dalla necessità di accrescere il coordinamento tra le autorità europee sia a livello di regolamentazione che di struttura e organizzazione dell’attività di vigilanza e propone la creazione di un Sistema Europeo per la Vigilanza (ESFS) e di un sistema di monitoraggio e allerta sui rischi finanziari di sistema (ESRC).

Per quanto concerne la revisione delle regole, si avanza la proposta di sviluppare un nucleo di norme armonizzato da applicare in tutti i paesi europei evitando l’attuale accumulo di eccezioni, deroghe, aggiunte o ambiguità che complicano e indeboliscono l’attività di sorveglianza e hanno forte impatto negativo sull’efficienza e i costi che gli operatori internazionali devono affrontare. Su questo punto EFAMA ha voluto sottolineare l’importanza di evitare l’arbitraggio regolamentare e la necessità di portare avanti riforme  mirate evitando di traslare normative pensate per alcuni segmenti specifici  dei mercati finanziari – come ad esempio le banche – anche al risparmio gestito.

Relativamente al ridisegno dell’architettura di vigilanza, EFAMA guarda con molto favore al potenziamento delle risorse e dei poteri dell’autorità di vigilanza europea attraverso il rafforzamento dei tre comitati di coordinamento delle autorità di vigilanza europee  - CESR, CEOPS e CEB, rispettivamente per i mercati finanziari, i settore assicurativo e quello bancario. La trasformazione dei tre comitati di coordinamento in vere e proprie autorità dotate di risorse adeguate e di poteri vincolanti su specifiche aree e in relazione alle attività transfrontaliere, se accompagnata ad una tempistica stringente per la diffusione delle interpretazioni della normativa europea, eviterebbe l’accumularsi di regolamentazioni e interpretazioni nazionali in aggiunta a quelle europee (il c.d. goldplating) con conseguente frammentazione de facto del mercato comunitario in mercati nazionali e l’aumento dei costi di compliance e di internazionalizzazione, a scapito della concorrenza e dell’efficienza.

In merito alle misure tese a ottenere un migliore controllo del rischio e della sua distribuzione all’interno del sistema, EFAMA ha comunque sottolineato la disponibilità dell’industria dei fondi a collaborare alla creazione del ESRC (Europen Systemic Risk Council) a condizione però di formulare un sistema informativo e di reportistica efficiente che eviti inutili e costose duplicazioni. EFAMA si è schierata altresì a favore di una maggior regolamentazione e controllo sulle agenzia di rating.

La Commissione si propone di presentare la propria proposta definitiva entro maggio e attuare le relative misura legislative entro l’autunno di quest’anno.

Per i documenti di consultazione clicca qui

Per la risposta di EFAMA alla consultazione clicca qui

http://www.assogestioni.it/index.cfm/3,207,5062/de_larosiere_report_it.pdf

http://www.assogestioni.it/index.cfm/8,207,5062,45/09-4031_efama-reply-to-com-consultation-on-supervision.pdf

http://www.assogestioni.it/index.cfm/8,207,5062,45/driving-europen-recovery.pdf

http://www.assogestioni.it/index.cfm/1,207,5062,49,html/verso-autorita-di-vigilanza-europee-la-proposta-di-riforma-della-commissione

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Giovanni Malfettone

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