Banca d’Italia pubblicati documenti su obbligazioni bancarie e disciplina atti
by Giovanni Malfettone
La Banca d’Italia ha pubblicato sul suo sito due importanti documenti, il primo documento riguarda il Regolamento recante la disciplina dell’adozione degli atti di natura normativa o di contenuto generale della Banca d’Italia nell’esercizio delle funzioni di vigilanza bancaria e finanziaria, ai sensi dell’articolo 23 della legge 28 dicembre 2005, n. 262. il secondo riguarda le Disposizioni di vigilanza e disciplina delle obbligazioni bancarie garantite.
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Fondi di Tutela del risparmio in Italia
by Giovanni Malfettone
La vicenda delle c.d. polizze dormienti ci ha fatto conoscere l’esistenza del Fondo vittime delle frodi finanziarie istituito dalla legge 266-05 e disciplinato dal DPR 116-07, che dovrebbe rimborsare i risparmiatori vittime di frodi finanziarie quali Cirio, Parmalat, Argentina ed Alitalia, ma nella realtà questo fondo ha finanziato la social card e la stabilizzazione dei precari della pubblica amministrazione. Questo fondo nella realtà dovrebbe rimborsare i rispiarmiatori che hanno acquistato titoli obbligazionari nei casi di default (fallimento) di società o banche che hanno emesso questa tipologia di titoli.
In Italia, come negli altri paesi dell’Ue, esistono altri fondi di garanzia che tutelano i risparmiatori, il più noto è il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (normativa di riferimento direttiva 94/19 CE e il D.Lgs. 659/96 e D.Lgs. 385/93) che garantisce i depositi bancari (c/c, libretti di risparmio, certificati di deposito nominativi) fino ad euro 103.291,38 per depositante.Un altro fondo che svolge le medesime funzioni e non assorbito dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi è quello istituito su base volontaria prima dell’entrata in vigore della sopraindicata normativa dalla Banche di Credito Cooperativo (Bcc), le ex Casse Rurali. Il Fondo di Garanzia dei Depositanti del Credito Cooperativo è stato istuito nel lontano 1978 e a differenza del Fondo Interbancario, che interviene solo dopo che la banca associata va in liquidazione amministrativa coatta, Il Fondo del Credito Cooperativo interviene anche se qualche banca membra del Fondo ha difficoltà temporanea di liquidità o carenze di patrimonio. Gli interventi devono essere autorizzati preventivamente dalla Banca d’Italia.
In Italia esiste un altro Fondo di Garanzia unico nel suo genere in tutta Europa, è il Fondo di Garanzia dei portatori di titoli obbligazionari emessi da banche appartenenti al Credito Cooperativo che attualmente garantisce ben 7702 emissioni obbligazionarie emesse da banche appartenenti al Credito Cooperativo per un importo massimo per depositante di euro 103.291,38 in caso di default del titolo.
Dopo la crisi dei titoli subprime il Governo Italiano ha garantito i depositi bancari con un’altra garanzia che può arrivare fino ad un massimo di 103.291,38 euro per depositante, questa protezione scadrà il prossimo dicembre.
Per le assicurazioni la legislazione prevede norme stringenti e ben difficilmente si verificano casi di default nel settore, le compagnie che esercitano il ramo vita sono soggette a norme molto severe in fatto di solvibilità. La norma è la cosiddetta Solvency I che sarà sostituita nel 2012 dalla norma Solvency II.
Mentre i Fondi di investimento e le Sicav sono obbligate a depositare i titoli presso una banca depositaria che deve verificare la correttezza delle operazioni di compravendita e di rimborso.
Considerato che abbiamo vari Fondi di garanzia che tutelano il risparmiatore, il legislatore farebbe bene ad unificare questi Fondi in un unico organismo che ampli le tutele a favore del risparmiatore e nel contempo dia il rating ai vari istituti bancari e compagnie assicurative in base al loro stato patrimoniale e di solvibilità, oltre a dare un rating a tutte le emissioni obbligazionarie.
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Banca d’Italia, ICBPI e VocaLink annunciano la loro collaborazione per rendere interoperabili le rispettive infrastrutture di compensazione e regolamento conformi agli schemi SEPA e ampliare la raggiungibilità nell’area unica dei pagamenti in euro
by Giovanni Malfettone
L’infrastruttura italiana per la compensazione e il regolamento dei pagamenti al dettaglio (Clearing and Settlement Mechanism – CSM) ICBPI/BI-COMP, gestito dalla Banca d’Italia e dall’Istituto Centrale delle Banche Popolari Italiane (ICBPI), e l’operatore internazionale specializzato nei pagamenti VocaLink hanno annunciato oggi la loro collaborazione per realizzare una connessione per lo scambio di pagamenti SEPA, in base agli standard di interoperabilità dell’Associazione Europea delle Automated Clearing House (EACHA). Gli utenti dei due CSM potranno così contare su una modalità rapida, economica e sicura per essere reciprocamente raggiungibili, senza dover partecipare all’altro CSM.
L’offerta di servizi d’interconnessione reciproca tra i CSM di VocaLink e ICBPI/Banca d’Italia, consentendo loro di scambiare (e regolare in TARGET2) pagamenti SEPA per conto delle rispettive comunità bancarie, contribuirà all’obiettivo della SEPA di sviluppare un mercato dei pagamenti al dettaglio pienamente integrato e concorrenziale, senza differenze tra pagamenti nazionali e transfrontalieri. VocaLink e ICBPI/Banca d’Italia prevedono di mettere i propri utenti in grado di eseguire bonifici SEPA (SCT) già nel corso del secondo trimestre del 2010. In seguito i CSM avvieranno l’analisi per estendere l’interoperabilità anche agli addebiti diretti SEPA (SDD).
Il comunicato completo
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Banca d’Italia tassi usurai periodo 1 aprile 30 giugno 2010
by Giovanni Malfettone
La Banca d’Italia ha pubblicato le soglie dei tassi oltre i quali saranno dichiarati tassi usurai per il periodo 1 aprile 30 giugno 2010.
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Banca d’Italia nomina di membri supplenti in Abf
by Giovanni Malfettone
La banca d’Italia ha nominato dei membri supplenti nei tre collegi dell’Arbitro bancario finanziario (Abf).
Collegio di Milano
Prof. Avv. Alberto Monti, nato a Milano il 25 gennaio 1973
Collegio di Roma
Prof. Avv. Bruno Capponi, nato a Roma l’11 agosto 1957
Collegio di Napoli
Prof. Avv. Salvatore Monticelli, nato a Napoli il 19 dicembre 1958.
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Banca d’Italia operazioni su titoli di stato
by Giovanni Malfettone
La Banca d’Italia annuncia operazioni di acquisto, scambio di titoli di stato.
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Banca d’Italia – Le nuove regole per i servizi di pagamento
by Giovanni Malfettone
Il 1° marzo 2010 entra in vigore il decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 11 – pubblicato sul Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 36 del 13 febbraio 2010 – che recepisce in Italia la direttiva 2007/64/CE sui servizi di pagamento nel mercato interno (Payment Services Directive – PSD).
Gli obiettivi di fondo della riforma sono rappresentati dalla tutela della clientela, attraverso il miglioramento della qualità dei servizi di pagamento, e dalla promozione di una maggiore concorrenza nel mercato dei pagamenti al dettaglio, in coerenza con il processo di integrazione europea avviato con il progetto SEPA del quale la PSD rappresenta la cornice normativa di riferimento.
Il provvedimento si compone essenzialmente di due gruppi di norme: quelle che regolano le condizioni dell’offerta di servizi di pagamento all’utenza finale (cittadini, imprese, Pubblica Amministrazione) e quelle che abilitano una nuova categoria di operatori – denominati istituti di pagamento – all’offerta di servizi di pagamento all’interno dell’UE. Gli istituti di pagamento potranno esercitare attività commerciali accanto all’offerta di servizi di pagamento; ciò faciliterà l’apertura del mercato nei riguardi di operatori che dispongono di un’ampia rete di punti di contatto con l’utenza, come ad esempio quelli di telefonia mobile o della grande distribuzione.
Il nuovo quadro normativo si applica solo agli strumenti di pagamento più efficienti e cioè quelli elettronici quali bonifici, addebiti diretti, carte di credito e di debito, rimesse di denaro (cd. money transfer); restano esclusi il contante e gli strumenti cartacei (in particolare gli assegni). L’utilizzo degli strumenti elettronici viene incoraggiato attraverso forme di tutela rafforzate per il cliente come, ad esempio, il diritto di chiedere il rimborso o la correzione dell’operazione quando essa è stata eseguita in modo inesatto o in mancanza di autorizzazione. Alcune tra le novità più significative sono percepibili dagli utenti con immediatezza. E’ questo il caso, ad esempio, della previsione di tempi massimi certi per la completa esecuzione dei pagamenti: non più di un giorno, prorogabile a tre su accordo delle parti e soltanto fino al 1° gennaio 2012.
Il decreto introduce anche nuove regole di trasparenza sulle informazioni da fornire alla clientela (prima, durante e dopo la prestazione di servizi di pagamento) prevedendo garanzie rafforzate con l’obiettivo di mettere il singolo utilizzatore nella condizione di valutare, tra le proposte del mercato, quella che meglio soddisfa le sue specifiche esigenze.
Le regole dettate in materia di diritti e obblighi delle parti e di contenuto dei servizi di pagamento sono rimesse al presidio della Banca d’Italia in funzione di autorità di sorveglianza sul sistema dei pagamenti che potrà emanare istruzioni volte a facilitarne l’applicazione. Le disposizioni prudenziali in materia di istituti di pagamento e quelle di trasparenza sono state introdotte mediante modifica del Testo Unico Bancario.
La Banca d’Italia, competente ad esercitare la vigilanza su tali settori, ha emanato disposizioni attuative della relativa disciplina disponibili in questo stesso sito.
La normativa 1 2 3
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Banca d’Italia provvedimento sulla trasparenza conti correnti
by Giovanni Malfettone
La Banca d’Italia ha emanato un provvedimento sulla trasparenza dei prodotti bancari in particolar modo sul calcolo del ISC sui conti correnti bancari.
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Fondi comuni: al via il Tavolo Tecnico comune
by Giovanni Malfettone
A seguito della pubblicazione da parte di Consob e Banca d’Italia del rapporto conclusivo sulla valutazione di fattibilità della dematerializzazione delle quote dei fondi comuni, le associazioni che rappresentano gli operatori di mercato hanno oggi dato avvio ad un Tavolo Tecnico interassociativo per l’attuazione del piano di lavoro delineato nel documento. Il Tavolo Tecnico è incaricato di definire il linguaggio, le procedure e le modalità operative per la standardizzazione della gestione degli ordini dei fondi comuni entro l’estate del 2010 e di supportarne l’implementazione entro la fine del 2011.
Il Tavolo Tecnico è composto dai rappresentanti dell’industria – società di gestione del risparmio, banche collocatrici, banche depositarie ed incaricate dei pagamenti – organizzate nelle Associazioni di settore ABI, Assogestioni, Anasf, Assoreti e Assosim. Consob e Banca d’Italia saranno invitate a partecipare in qualità di osservatori.
L’impulso per rendere il sistema del risparmio gestito italiano più efficiente e competitivo si inquadra nel contesto delle iniziative del Parlamento Europeo (Rapporto Klinz sull’Asset Management del 2007) di sostegno e incoraggiamento all’impegno degli operatori di mercato nel migliorare l’efficienza dei processi tramite la standardizzazione dei linguaggi e delle procedure utilizzate nell’industria dei fondi. In questo ambito si colloca anche l’attività del Fund Processing Standardization Group (FPSG), di cui fanno parte rappresentanti del risparmio gestito e del settore bancario, creato dall’associazione europea del risparmio gestito EFAMA per favorire la convergenza verso uno standard condiviso e per monitorare l’adozione di tale standard nei diversi paesi.
Il documento.
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COMMISSIONI BANCARIE: ANTITRUST, DA NUOVI MECCANISMI EFFETTI NEGATIVI PER I CONSUMATORI
by Giovanni Malfettone
COMUNICATO STAMPA
COMMISSIONI BANCARIE: ANTITRUST, DA NUOVI MECCANISMI EFFETTI NEGATIVI PER I CONSUMATORI
Segnalazione inviata a Governo, Parlamento e Banca d’Italia. Costi aumentati fino a 15 volte in più rispetto alla Commissione di Massimo Scoperto per chi va in rosso
Le nuove commissioni bancarie che hanno sostituito la Commissione di Massimo Scoperto si stanno rilevando più costose per i consumatori. Lo afferma l’Antitrust in una segnalazione inviata al Governo, al Parlamento e alla Banca d’Italia, al termine di un monitoraggio effettuato sulle condizioni alla clientela applicate da sette Istituti bancari, valide anche per le banche dei rispettivi gruppi.
Dall’analisi, che può considerarsi rappresentativa dell’intero sistema bancario, in quanto ha coinvolto tutti i maggiori operatori del settore, emerge che per gli scoperti transitori di conto corrente si è verificato un innalzamento dei costi per i correntisti.
In particolare per lo scoperto è emerso che, considerando importi e durate del ‘rosso’ rappresentativi di un comportamento medio dei correntisti privi di fido, le nuove condizioni economiche si presentano in cinque casi peggiorative, in una misura che varia da circa il doppio sino a quindici volte. In un sesto caso le condizioni sono risultate equivalenti a quelle vigenti con il precedente regime normativo, mentre solo in un caso sono più vantaggiose.
Per i clienti che possono contare invece sul fido la situazione ha subito un sostanziale peggioramento rispetto alla semplice applicazione della Commissione di Massimo Scoperto fino all’entrata in vigore della legge 3 agosto 2009, n. 102, in base alla quale l’ammontare del corrispettivo omnicomprensivo per il servizio di messa a disposizione delle somme non può superare lo 0,50%, per trimestre dell’importo dell’affidamento, a pena di nullità del patto di remunerazione. La modifica ha così ridotto le precedenti aliquote trimestrali variabili dallo 0,90% al 1,50% trimestrale, oppure aliquote annue ricomprese tra il 3,60% e il 6%. Si trattava di aliquote che, secondo le verifiche effettuate dall’Autorità, risultavano sempre peggiorative della Commissione di Massimo Scoperto quando gli utilizzi delle somme avvenivano entro il fido e più vantaggiose solo quando si verificava uno sconfinamento rispetto alla somma affidata, penalizzando così i comportamenti dei clienti virtuosi. Nei casi in cui il massimo utilizzo nel trimestre era pari al fido gli importi addebitati a seguito dell’applicazione della Commissione di Massimo Scoperto e dell’applicazione delle commissioni sostitutive invece coincidevano.
Le nuove commissioni avevano inoltre una struttura regressiva, risultando mediamente più penalizzanti per i clienti che avevano un fido minore. Con la legge dello scorso agosto invece le nuove commissioni sono diventate più vantaggiose ma solo a partire da un ammontare di utilizzo del fido stesso superiore circa alla metà.
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