Adiconsum – POSTE VITA: sulle polizze dormienti il dissenso è totale

In tema di polizze dormienti, il dissenso con Poste Vita era ed è totale. Poste Vita continua a sostenere di essere obbligata a versare le polizze al fondo in essere presso il Ministero dell’Economia, sulla base della legge 166/08.Le Associazioni dei consumatori hanno riconfermato, invece, che essendo stato previsto nel contratto che Poste Vita non intendeva avvalersi della prescrizione annuale a favore dell’ordinaria prescrizione decennale, non poteva e non può parlarsi di “dormienza”. Sottolineato che la situazione in discussione riguarda solo Poste Vita e INA. Inoltre, abbiamo fatto presente che la materia riguarda sostanzialmente solo il caso di morte del sottoscrittore (secondo le AA.CC. non più di mille casi, per Poste Vita oltre 6.000) e che spesso era stato l’addetto postale ad avere detto che era conveniente per gli eredi mantenere la polizza originaria fino a scadenza ovvero che non sarebbe stato perso alcun diritto mantenendo in essere la polizza.
Abbiamo anche proposto ulteriori due osservazioni. La prima che per i casi in questione si utilizzasse la conciliazione nella parte concernente la soluzione di casi sociali; la seconda che il Ministero a livello di uffici condivide l’impostazione delle AA.CC. ma non è sufficiente una circolare interpretativa, essendo necessaria una modifica legislativa. Da notizie giornalistiche sembra che il Ministro stia valutando tali modifiche. Infine abbiamo fatto presente che tale
Inoltre Poste ha fatto della norma contrattuale una questione semantica in quanto nei contratti non è scritto espressamente “prescrizione dieci anni”, ma che la “politica” di Poste è di applicare la prescrizione decennale. Secondo tale interpretazione, la Compagnia è obbligata a rispettare la legge 166/08.
Infine, Poste Vita a comunicato di avere chiesto l’interpretazione autentica della norma al Ministero dell’Economia. Premesso che Adiconsum, e almeno un’altra associazione, non solo ha scritto al Ministero facendo presente la propria interpretazione (senza attendere quella del Ministero), è stato richiesto di avere copia della lettera per comprendere cosa fosse stato chiesto al Ministero, ci è stato detto che non potevano darci alcuna risposta immediata.
Con l’occasione abbiamo anche chiesto chiarimenti sui libretti di risparmio postale “dormienti” su cui la normativa è abbastanza opaca. Nei prossimi giorni ci sarà fornita la risposta che ovviamente invieremo a tutte le strutture.
A conclusione dell’incontro abbiamo concordato con le altre AA.CC. di incontrarci per verificare la possibilità di costituire un collegio di legali per la presentazione di ricorsi in più procure e per predisporre delle interrogazioni parlamentari.
In conclusione, la situazione creatasi e certamente difficile, ma esiste più di un motivo per ritenere che la “partita non sia ancora chi

[via Adiconsum]

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