COMUNICATO STAMPA
Audizione di Assogestioni presso la Commissione Finanze della Camera
Nel corso dell’odierno intervento presso la Commissione Finanze della
Camera, Assogestioni ha evidenziata le anomalie del sistema italiano
di tassazione delle rendite e ha portato il punto di vista
dell’industria del risparmio gestito in merito al disegno di legge
delega che prevede di riformare la tassazione dei redditi di capitale
e dei redditi diversi di natura finanziaria.
Con riferimento al previsto aumento della aliquota di tassazione per i
redditi degli OICVM, Assogestioni sottolinea ancora una volta la
necessità di accompagnare questa modifica con l’abolizione della
tassazione per maturazione a carico degli OICVM italiani che li
penalizza rispetto agli omologhi prodotti esteri. I dati relativi alla
raccolta in Italia dal 2000 ad oggi, infatti, evidenziano che la
raccolta netta positiva di 83 miliardi di euro è il risultato di 129
miliardi di euro di raccolta positiva sugli OICVM venduti in Italia ma
domiciliati all’estero e di 46 miliardi di euro di deflusso dagli
OICVM italiani.
Per eliminare tali svantaggi, l’Associazione ritiene che non vi sia
altra alternativa che tassare i redditi non più in capo agli OICVM ma
direttamente a carico dei partecipanti al momento del realizzo, così
come già oggi avviene per gli OICVM comunitari armonizzati, con
l’eventuale applicazione di meccanismi di equalizzazione, purché
semplificati e che non comportino l’applicazione dell’imposta anche
nel caso in cui siano realizzate perdite.
Viene altresì ribadita la necessità di introdurre un meccanismo
normativo atto a consentire l’utilizzo dei risultati negativi di
gestione accumulati sino ad oggi dagli OICVM italiani al fine di
evitare che questi ultimi si trovino costretti, a seguito dello
spostamento dell’imposizione a carico dei partecipanti, a eliminare
dai propri rendiconti i “crediti d’imposta” finora contabilizzati.
Il nuovo regime di tassazione dovrebbe essere applicato anche ai
redditi derivanti dalla partecipazione ad OICVM esteri non armonizzati
purché autorizzati al collocamento in Italia e a quelli derivanti
dalla partecipazione ad Organismi di Investimento Collettivo del
Risparmio che investano in attività di natura finanziaria, diverse dai
valori mobiliari, quali i crediti, i titoli rappresentativi di
crediti, i metalli, le pietre preziose e i certificati rappresentativi
dei medesimi. L’assenza di una specifica regolamentazione fiscale ha
impedito la diffusione in Italia dei predetti Organismi di
Investimento Collettivo.
Infine, viene richiamata l’attenzione della Commissione
sull’opportunità di applicare tale regime di tassazione anche ai
redditi di quegli organismi che investono negli altri beni cui fa
riferimento l’articolo 4 del DM 228/99, e cioè negli altri beni “per i
quali esiste un mercato e che abbiano un valore determinabile con
certezza con una periodicità almeno semestrale”, quali ad esempio le
opere d’arte.
Roma, 20 dicembre 2006
Assogestioni
Direttore Comunicazione e Affari Istituzionali
Vincenzo Galimi
Responsabile Ufficio Stampa
Jean-Luc Gatti
Tags: Assogestioni, certificates, fondi comuni di investimento, Sicav, tassazione
